Dal Mondiale dei record al Mondiale delle prime volte: il racconto e i numeri di un percorso vincente, quello dell’Italia femminile

Quella che si è chiusa sabato 18 aprile è stata una stagione storica per l’Italia femminile, che nel giro di pochi mesi ha vissuto due esperienze importantissime come le Olimpiadi invernali Milano Cortina e il Mondiale di Prima Divisione Gruppo A. Due esperienze diverse che offrono chiavi di lettura importanti: nel capoluogo lombardo le azzurre hanno scioccato il mondo dell’hockey, arrivando come sfavorite e centrando due vittorie storiche per guadagnarsi un inedito passaggio ai quarti di finale. Nella seconda hanno consolidato il loro rango di grande squadra, vedendo sfumare il primo storico approdo alla Top Division per questione di centimetri. Resta comunque la sensazione di aver tracciato una rotta, e dopo anni passati ai livelli inferiori dell’hockey ora la Nazionale italiana punta a consolidarsi e rimanere in alto, sia a livello di ranking che di prestazioni.
Dodici mesi fa a Dumfries, sede del Mondiale di Prima Divisione Gruppo B, l’Italia aveva “devastato” la categoria vincendo cinque partite su cinque con 31 gol fatti e zero subiti, ora a Budapest ha solo assaggiato una straordinaria doppia promozione raccogliendo però consensi unanimi sul fatto di essere ormai salita per prestazioni e attitudine.

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DUE SETTIMANE PER ARRIVARE VICINE AL SOGNO

Il racconto di quanto successo nella capitale ungherese parte anche dalle situazioni inattese che il gruppo azzurro, lo stesso delle Olimpiadi invernali, ha dovuto affrontare. Per ragioni personali l’head coach Eric Bouchard non ha potuto guidare la squadra, così come l’assistant coach Pier-Alexandre Poulin. Alexandre Tremblay, nello staff da tre stagioni, è stato promosso capo allenatore, e in Ungheria sono arrivati per la prima volta con la Nazionale Eric Houde come assistente e Alexandre Montpetit nel ruolo di allenatore dei portieri. La prima settimana di allenamento (3-11 aprile) è servita quindi per amalgamare il gruppo con le direttive dello staff, e il risultato parla da solo visto che sin dall’esordio con la Norvegia le azzurre si sono dimostrate sul pezzo vincendo 2-1 una partita dominata dal punto di vista del gioco e delle occasioni.

In quel match ha segnato due gol Matilde Fantin, il cui infortunio nel primo tempo con la Slovacchia è stato poi uno dei turning point di questo torneo. Il peso specifico a livello tecnico e realizzativo della 19enne comasca è importantissimo per questa Italia, e la sua perdita ha costretto a dei rimescolamenti e adattamenti di linee che per forza di cose sono andati a vantaggio delle avversarie. Perché uno dei e non il turning point riferendosi all’infortunio di Fantin? Perché anche senza di lei le azzurre hanno avuto le chances per vincere partite e torneo, soprattutto con la Francia.
A conti fatti la sconfitta che lascia più l’amaro in bocca è quella con le transalpine, considerando come nei primi due periodi e all’inizio del terzo Mattivi e compagne abbiano avuto le occasioni di salire anche su un 3-1 che di fatto avrebbe chiuso i giochi e condizionato la classifica. La superiorità numerica all’overtime, nella quale sono arrivate diverse possibilità di chiudere la sfida sul 3-2, e i rigori con per due volte le transalpine spalle al muro e capaci di segnare, hanno poi decretato uno stop decisivo per la classifica. Questo rileggendo poi il match con l’Ungheria, perso 3-2 e nel quale le magiare, soprattutto nel periodo centrale, hanno fatto qualcosa in più. Il fatto di aver ceduto per due volte con una sola rete di distanza (doppio 3-2 ai rigori e nei 60’) evidenzia però la solidità di un’Italia rimasta in corsa per la promozione fino all’ultimo in un Mondiale estremamente combattuto, e vinto dalle francesi con un punto di distanza sull’Ungheria, due sull’Italia e tre sulla Slovacchia quarta.

I NUMERI DELLE AZZURRE

La grande prestazione complessiva dell’Italia è confermata anche dalle statistiche, che vedono la coppia Kristin Della Rovere-Justin Reyes in vetta alla classifica delle marcatrici con 11 punti (5+6). La Della Rovere, al secondo Mondiale con la maglia azzurra, è stata scelta come miglior giocatrice del torneo per le azzurre, mentre la capitana Nadia Mattivi (8° posto marcatrici con 7 assist) ha ricevuto il premio come miglior difensore in assoluto del torneo. Nella top-15 per punti fatti anche Laura Fortino (1+5) e Anna Caumo (3+2). Per quello che riguarda le goalies Gabriella Durante chiude il torneo con il 91.07 % di parate nelle quattro partite e mezzo disputate, 100 % per Martina Fedel schierata nella seconda metà del match con la Cina.

A livello di squadra l’Italia ha avuto la terza miglior efficienza offensiva (12.18 %, 12.84 % la Slovacchia) e soprattutto il miglior power play: nelle 14 occasioni con una giocatrice in più, le azzurre hanno segnato 7 volte per un tonante 50 %. Positivo anche il penalty killing con l’81.25 % (3 gol concessi su 16 inferiorità), secondo solo all’83.33 % della Francia.

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IL MONDIALE DELLE PRIME VOLTE E IL FUTURO

Solo una volta le azzurre avevano disputato il Torneo di Prima Divisione Gruppo A, nel 2019 e sempre in Ungheria, chiudendo con cinque sconfitte e un -20 nella differenza reti (3 gol fatti, 23 subiti). I risultati di Budapest 2026 valgono quindi una prima volta praticamente in tutto: quello con la Norvegia è stato un successo mai ottenuto nella storia, poi triplicato dai risultati con Slovacchia e Cina. Migliorata anche la differenza reti globale ora portata al +8 (19-11), tanti risultati individuali e in chiusura di tutto per la prima volta le azzurre sono salite sul podio ricevendo sabato sera la medaglia e la coppa spettanti alla terza squadra qualificata. Una conferma quindi di essere arrivate all’alto livello in un torneo spietato dal punto di vista della competizione e della competitività, nel quale tra l’altro per la prima volta la promozione in Top Division spettava solamente alla vincitrice, e non alle prime due classificate.

Ora per la Nazionale italiana femminile ci sarà una lunga pausa da impegni ufficiali perché, con ogni probabilità, il Mondiale di Prima Divisione 2027 sarà giocato nel mese di novembre, come già accadrà in questa stagione per il torneo Top Division. A partecipare saranno, in ordine di classifica, la squadra retrocessa dalla Top Division, l’Ungheria, l’Italia, la Slovacchia, la Norvegia e l’Olanda, promossa al termine del torneo di Prima Divisione Gruppo B disputato anch’esso la scorsa settimana in Spagna.