L’uomo del momento in casa Val Pusteria è Alan Lobis. “Sono cresciuto a pane e hockey, trovando tanti allenatori che mi hanno dato fiducia. Rimanendo me stesso posso arrivare alla Nazionale”

Se per qualcuno la stagione 2025/26 di Alan Lobis poteva essere stata una sorpresa, con tanto spazio trovato nel Val Pusteria al primo anno in ICE Hockey League, le prime partite del nuovo campionato non fanno altro che confermare quanto il giovane altoatesino meriti un posto di primo piano nell’attacco dei Lupi. Il 22enne nato a Bolzano ma cresciuto a Caldaro ha messo a segno due gol nell’ultima settimana (il momentaneo 0-1 nel successo di Graz e la rete all’overtime contro il Fehervar) che lanciano ulteriormente in alto le sue “azioni” come protagonista nel roster dei Lupi. Un altro ragazzo italiano che sta scalando le difficili gerarchie dell’ICE Hockey League, maturando esperienza importante e trovando minuti in una squadra come quella pusterese che dopo aver centrato l’ultima finale continua a puntare in alto.

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UNA DINASTIA CHE CONTINUA

La storia che lega l’hockey ad Alan Lobis è molto lunga e importante, e di fatto lui è il terzo (per età) di una dinastia. Il nonno Herbert Strohmaier ha vinto otto Scudetti giocando attaccante nel Bolzano tra il 1971 e il 1987, papà Matthias Lobis è stato un apprezzato difensore a Renon e soprattutto Caldaro, e con i Lucci si è imposto nell’allora Serie A2 del 2008. C’è poi Alan, classe 2004 e la sorella Laura, 20enne che ha disputato con la Nazionale italiana femminile le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e gli ultimi Mondiali. Normale pensare quindi all’hockey su ghiaccio come sport di riferimento: “Da bambino sono cresciuto a Caldaro e abitavo vicinissimo alla pista, quindi passavo lì gran parte delle mie giornate – racconta Alan Lobis – Il weekend andavo con la famiglia alle partite di papà, in settimana dopo la scuola stavo tante ore anche per i compiti o per giocare con gli amici. Ho iniziato a mettere i pattini molto giovane e sono rimasto tante ore in pista, anche perché sentivo i racconti dei miei genitori sul nonno e il grande coinvolgimento della famiglia per questo sport. Ci ho messo poco a capire quale potesse essere la mia strada”.

UN PERCORSO GIOVANILE DI QUALITÀ TRA CALDARO E LA FINLANDIA

L’attaccante del Val Pusteria porta con se ottimi ricordi del percorso giovanile fatto a Caldaro, dove a 12 anni ha debutto nell’Under 16 mettendo subito insieme numeri interessanti durante la stagione 2016/17. “Da bambino durante i camp estivi ho avuto la possibilità di vedere da vicino giocatori come Raphael Andergassen, i fratelli Andreas e Anton Bernard e altri che come me hanno iniziato a Caldaro. Per un ragazzo neanche maggiorenne potersi allenare con loro era preziosissimo, e durante le stagioni passate con i Lucci ho sempre trovato allenatori che mi hanno aiutato a crescere”.
Uno di questi, Santeri Heiskanen, è stato poi decisivo per la sua carriera: durante la stagione 2019/20 il tecnico finlandese ha portato quotidianamente Alan ad allenarsi con la prima squadra (nonostante lui avesse 15 anni e giocasse nell’Under 19) e non potesse ancora scendere sul ghiaccio in IHL per questioni anagrafiche: “La sua figura è stata importante, poi grazie alle sue connessioni in Finlandia l’anno seguente (2020/21 ndr) mi sono trasferito a Kouvola in Finlandia per entrare nel settore giovanile del KooKoo. Durante il primo anno di fatto vivevo a casa di Heiskanen (spostatosi dal Caldaro ai Rittner Buam ndr) ed è stata un’esperienza estremamente formativa che volevo fare, pur a 16 anni. Avrei potuto trasferirmi prima in Svizzera ma ho declinato, la Finlandia è stata la scelta giusta e mi ha dato molto sotto tanti punti di vista. Quello umano, perché vivevo da solo e dovevo pensare a me stesso, e anche quello sportivo: nel KooKoo Under 17, 18 e 20 ci sono moltissimi giocatori che ambiscono a un posto in squadra, ho imparato a dare il massimo in ogni momento dell’anno per guadagnarmi spazio e alla fine sono riuscito a giocare oltre 100 partite a livello giovanile”.

IL RIENTRO IN ITALIA PER FARE EN PLEIN

Nel 2023 dopo tre anni nel Nord Europa Alan Lobis torna in Italia, con una scelta dettata da: “Ragioni scolastiche. All’estero avrei rischiato di perdere un anno, in Italia invece sono riuscito a fare la maturità e terminare le scuole secondarie in tempo, una cosa cui la famiglia teneva molto. Avevo la possibilità di andare in diverse formazioni ma ho scelto i Rittner Buam, inizialmente perché c’era un accordo di farm team con il Caldaro” spiega Alan Lobis, che però durante quella stagione non vedrà mai la IHL.
Questo perché durante la stagione a Collalbo si dimostra subito un giocatore da Alps Hockey League: “Il tecnico Tray Tuomie mi ha dato tanto spazio, pur essendo al primo anno in una formazione senior, è stata una fortuna quella di poter giocare tutti quei minuti anche in partite importanti e arrivare subito a vincere sia l’Alps che lo Scudetto”.
Giusto, perché l’attaccante altoatesino confeziona un’annata da 55 partite con 44 punti messi a referto, a 19 anni, e si gode due trofei, ma non solo. Si inizia infatti a girare qualche testa dalle parti della Val Pusteria, dove i Lupi si accorgono di questo talento giovanissimo e nell’annata seguente lo coinvolgono in tre partite mentre lui faceva ancora “base” ai Rittner Buam, fino a ingaggiarlo nel 2025.

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TRE ESPERIENZE NELLE NAZIONALI GIOVANILI, TANTA VOGLIA D’AZZURRO

Durante le sue ultime due stagioni in Finlandia e prima a Collabo Alan Lobis gioca tre Mondiali con le Nazionali giovanili, il primo nel 2022 con l’Under 18 quindi due vestendo la maglia dell’Under 20. Tutti i tornei sono di Prima Divisione Gruppo B, e nell’ultimo (2023/24) l’altoatesino è il secondo miglior marcatore assoluto con 11 punti (4+7) in cinque partite: “Pur non essendo riusciti a centrare la promozione ho degli ottimi ricordi di quelle esperienze, prima di tutto perché c’è stata la possibilità di fare spogliatoio con ragazzi che giocano all’estero e quindi si possono ritrovare solo in Nazionale – dice Alan Lobis – In quell’ultimo torneo giovanile ero in squadra con giocatori arrivati anche a disputare le Olimpiadi (De Luca, Purdeller e Segafredo ndr), avevamo davvero una buona squadra”.

Alla sua seconda stagione in ICE Hockey League, con minuti e punti trovati in maglia giallonera, viene normale allora pensare che nel prossimo futuro possa vestire un’altra maglia azzurra, quella della Nazionale senior: “Ci penso ma senza particolari pressioni. Per arrivarci credo che non serva rivoluzionare quello che sono, ma andare avanti a fare bene le cose chieste dallo staff tecnico del Val Pusteria. Proseguendo con confidenza credo di potercela fare, poi sarà dura trovare spazio ma sono deciso a guadagnarmi il mio posto”.

QUEL POMERIGGIO A VIENNA E LA PRESA DI COSCIENZA

Arrivato nell’estate 2025 al Val Pusteria dopo le due stagioni ai Rittner Buam, Alan Lobis si confronta come normale che sia con le difficoltà dettate dal passaggio di categoria. “All’inizio chiaramente non è stato facile perché da volto nuovo e giovane dovevo lottare per guadagnarmi spazio. Nelle prime settimane ho iniziato come tredicesimo attaccante, vedevo poco la pista ma intanto ho iniziato a prendere confidenza con quel mondo osservando i compagni”. C’è stato allora un momento nel quale Alan Lobis ha capito di essere un giocatore da ICE Hockey League: “Il 4 ottobre 2025 giocavamo a Vienna, per via di un infortunio coach Jason Jaspers mi ha spostato in seconda linea con Ierullo e Frykclund: è stata la prima partita dove ho giocato regolarmente e sono anche riuscito a segnare. Non per il gol ma per l’insieme delle cose fatte quel giorno mi sono sentito pronto per il livello dell’ICE”.

Un livello al quale ora si è abituato dopo un’estate passata a ripensare all’ultima finale persa (“Dispiace, è stato bello arrivare all’ultima sfida con il Graz ma perdere non è mai facile”) e a un inizio di campionato nel quale numeri alla mano ora Alan Lobis gode di una reputazione completamente diversa nella squadra giallonera: “Il mio ruolo adesso è cambiato, vengo sempre schierato nelle prime tre linee e gioco le situazioni speciali e anche durante l’overtime (come con il Fehervar trafitto dal suo 3-2 domenica ndr). Sento di avere addosso qualche aspettativa, ma non vivo una pressione negativa relativamente a questo. Anzi, ritengo sia bello avere questa considerazione da parte dello staff tecnico, vuol dire che pensano io possa davvero aiutare la squadra altrimenti non mi darebbero tutta questa fiducia” chiude Alan Lobis.