L’inizio magico di Alessandro Parco con l’Asiago in Alps Hockey League: “Voglio sfruttare ogni giorno per crescere. La Nazionale è speciale, se giocherò il Mondiale Under 20 pronto a dare il massimo”

Tra i giocatori che hanno iniziato l’Alps Hockey League 2026/27 in maniera folgorante c’è un 18enne italiano di grandi speranze, Alessandro Parco. Il classe 2007 (nato il 28 dicembre) è alla seconda stagione con la prima squadra dell’Asiago, e dopo i due assist in Supercoppa Italiana – vinta 4-3 sul Caldaro ai rigori – ha trovato quattro gol in altrettante partite aggiungendoci anche un passaggio vincente. Logico aspettarsi in alto nella classifica marcatori suoi compagni di squadra come Magnabosco o Porco, meno il figlio e parente d’arte visto che l’allenatore asiaghese John Parco è suo padre mentre Nick Porco è suo cugino. Nato a Bassano del Grappa è cresciuto sull’altopiano alternando importanti passaggi in Canada, e ha davanti una storia tutta da scrivere anche in azzurro considerando come nelle ultime due stagioni abbia giocato con la Nazionale Under 18 e Under 20.

INTERVISTA CON IL 21ENNE NICOLÒ REMOLATO DEL BOLZANO

UN PO’ IN ITALIA, UN PO’ IN CANADA

Vista la famiglia era difficile immaginare per Alessandro Parco un futuro lontano dal ghiaccio: “Papà sin da piccolo mi ha messo i pattini e mandato in pista, ho iniziato presto a giocare ma senza alcuna pressione, puro divertimento. Nel frattempo durante la crescita ho provato anche a giocare a calcio e a nuotare, ma l’hockey ha preso presto il sopravvento” racconta l’attaccante veneto, che negli anni scorsi ha alternato momenti da una parte dall’altra dell’Oceano Atlantico. “Mi ritengo fortunato perché ho avuto la possibilità di fare il percorso giovanile in una società come l’Asiago potendo passare le estati in Canada a Sault Sainte Marie, la città dov’è nato papà – spiega Alessandro – Durante il periodo della pandemia sono rimasto tanti mesi in Nordamerica, altrimenti vado sempre durante l’offseason e di fatto non mi fermo mai. Insieme a Nicholas Porco e ad altri due cugini cioè Jackson Porco e Anthony Spironello ci alleniamo quattro-cinque volte a settimana”.

IL PRESENTE SI CHIAMA ASIAGO

Con il passare del tempo Alessandro racconta come abbia capito di voler fare dell’hockey la sua professione, credendoci e allenandosi sempre di più. “La nuova società dell’Asiago nata la scorsa stagione ha deciso di dare spazio a noi giovani, e credo che avere minuti in Alps sia fondamentale per la crescita mia e dei compagni Under 20 in squadra. Lo scorso anno è servito per capire dove fossi, ora sono partito bene ma non mi monto la testa e so di dover lavorare giorno per giorno”.
Tutto questo in un gruppo dove oltre a diversi millennial come lui ci sono anche giocatori con grande esperienza: “Ogni giorno in pista è l’occasione per assimilare qualcosa di nuovo da tutti, non guardo nessuno in particolare più di altri ma cerco solo di capire cosa può servire a sviluppare il mio gioco. Proteggere meglio il disco ed essere più fisico possono essere due aspetti in cui punto a migliorare rapidamente, ma non si finisce davvero mai” dice Parco.

TUTTE LE NOTIZIE SULL’ALPS HOCKEY LEAGUE

BEN PIU DI UN OCCHIO ALL’AZZURRO

Dieci sin qui le sue presenze con le Nazionali giovanili, divise tra Under 18 (Mondiale Seconda Divisione A vinto proprio in casa nel 2024) e Under 20 (retrocessione dalla Prima Divisione Gruppo B nel dicembre 2025): “Ogni esperienza con l’Italia è speciale, perché si entra in un contesto nuovo e di più alto livello rispetto alla quotidianità. Si è visto come ogni partita sia difficile da vincere, e distrarsi può portare a pagare un prezzo alto. Il successo al Mondiale con l’Under 18 lo metto insieme allo Scudetto vinto nel gennaio 2026 con l’Asiago tra i momenti più belli della mia carriera, ma non c’è tanto tempo per guardarsi indietro. Se in questa stagione avrò la possibilità di disputare il Mondiale con l’Under 20 sono pronto a dare il massimo per dimostrare che l’ultima retrocessione è stata un caso sfortunato, la Seconda Divisione non è il livello dell’Italia. Abbiamo una Nazionale con tanti ragazzi di qualità e non vediamo l’ora di far vedere a tutti qual è davvero il nostro torneo” chiude Alessandro Parco.