Il saluto di Thomas Larkin agli azzurri: “Giornata speciale, bello rivedere tanti compagni con cui ho condiviso la maglia dell’Italia. Ottima partita a Varese, le Olimpiadi hanno aiutato”

La giornata di domenica 10 maggio è stata al contempo importante e speciale per l’Italia, che ha festeggiato la vittoria sulla Gran Bretagna griffata dalle reti di Segafredo e Mantenuto, e per Thomas Larkin. Il 35enne, che ha iniziato a giocare proprio a Varese, si è ritirato lo scorso aprile dopo un’importante carriera condita da ben 16 anni in Nazionale, e prima del via ha effettuato il puck drop ricevendo l’applauso dell’Acinque Ice Arena e degli ormai ex compagni d’azzurro. Quella di Larkin, che ha raccolto 105 presenze con l’Italia disputando tre Mondiali Top Division e sei tornei di Prima Divisione Gruppo A, è stata un’avventura importante tanto da portarlo a fare il Capitano nelle ultime quattro stagioni fino al match con la Svizzera ai playoff delle ultime Olimpiadi invernali di Milano Cortina.

STORIE AZZURRE: THOMAS LARKIN SI RACCONTA DALL’INIZIO

Thomas Larkin, a mente fredda cosa le è rimasto della partita tra Italia e Gran Bretagna giocata a Varese?

“Tanta, tantissima emozione. La cosa più importante però non è mia ma del gruppo, ed è il successo dell’Italia: è sempre bello vedere vincere la propria squadra, poi ci sono stati anche dei momenti che mai potrò dimenticare. Ringrazio la FISG per aver pensato a questo tributo e avermi dato la possibilità di fare il puck drop, meno il destino che ha portato l’Italia a Varese nella prima occasione in cui non potevo esserci. Tante volte ho sperato di poter fare un raduno o giocare nella mia città, è successo solo ora ma va bene comunque. È stato molto strano assistere alla partita seduto a fianco a mio padre, dove di solito lui si metteva a vedermi giocare da piccolo, anche perché è stato il primo match visto insieme a lui dopo tantissimo tempo”.

Com’è stato osservare dall’esterno tanti di quelli che fino allo scorso febbraio sono stati a lungo suoi compagni di squadra?

“All’inizio un po’ particolare, però poi col passare dei minuti mi sono reso conto di come aver assistito alla sfida mi abbia aiutato ancor di più a metabolizzare il pensiero di aver smesso. Questo mese passato fra il trasloco e il cambio vita con il trasferimento della mia famiglia a Varese è stato impegnativo, ora penserò ad altro. Durante gli scorsi giorni ho incontrato tanti giocatori sia agli allenamenti che in città, al contempo è stato bellissimo poter rivedere anche i membri dello staff con cui normalmente trascorrevo tante settimane durante questo periodo dell’anno”.

L’ANNUNCIO DEL RITIRO DI THOMAS LARKIN NELL’APRILE 2026

In tutto questo gli azzurri hanno superato la Gran Bretagna con una prova molto convincente.

“Ho visto in pista diversi giovani che personalmente non ho avuto modo di conoscere e mi ha fatto piacere, così come ho apprezzato lo spirito della squadra che è sembrata senza paura di provare qualche giocata e con la testa leggera. Positivo anche il finale, dove l’Italia ha controllato il punteggio e meritato di vincere con l’ottimo shutout di Fadani, sono molto contento di questo e dove penso abbia pesato aver giocato l’Olimpiade di Milano Cortina. Spero che l’esperienza e la crescita, soprattutto mentale, che il gruppo ha potuto fare in quell’occasione aiuti ora che arriva un Mondiale Top Division mai semplice da affrontare. Sono e sarò sempre il primo tifoso dell’Italia”.