Nazionale italiana femminile, iniziato il raduno di Egna. L’head coach Stacey Colarossi: “Pronta a una sfida affascinante. Tante giovani in squadra per iniziare a costruire il futuro azzurro”
È iniziato lunedì mattina il raduno di Egna della Nazionale italiana femminile, ripartita verso un nuovo ciclo con una squadra estremamente rinnovata. Tante giovani nel gruppo guidato dalla nuova head coach Stacey Colarossi, anche lei al debutto sul pancone per guidare la squadra al torneo di Postejov nelle tre partite con Paesi Bassi (giovedì 20 agosto, ore 13.00), Slovacchia (venerdì 21 agosto, ore 17.00) e Austria (sabato 22 agosto, ore 10.30). Appuntamenti questi dove iniziare a dare spazio alle tante giovani presenti in squadra, molte delle quali passate dalla Nazionale italiana Under 18, che poi dovranno rappresentare il futuro del gruppo azzurro. Le ragazze partiranno martedì per Monaco di Baviera, quindi mercoledì mattina voleranno in Polonia e poi si trasferiranno a Postejov per i primi allenamenti e le partite.
L’ELENCO DELLE CONVOCATE DELLA NAZIONALE ITALIANA FEMMINILE PER IL QUADRANGOLARE DI POSTEJOV
LE PAROLE DELL’HEAD COACH STACEY COLAROSSI: “LA SFIDA ITALIANA MI AFFASCINA. PUNTIAMO A CRESCERE UN PASSO ALLA VOLTA”
Arrivata domenica in Italia, dov’è tornata a un anno e mezzo di distanza dalle Universiadi invernali 2025 in cui ha guidato il Canada all’argento, Stacey Colarossi ha iniziato a conoscere il gruppo con le prime riunioni e indicazioni tecniche. Origini italiane le sue, con il padre nato e cresciuto da giovane nel Lazio, è alla seconda esperienza della sua lunga carriera da allenatrice fuori dal Canada. La prima, di successo, l’ha avuta con la squadra cinese delle KRS Vanke Rays con cui ha vinto il campionato russo nel 2021/22, quindi per lei tante stagioni in Nordamerica con anche tre Universiadi invernali alla guida del Canada (oltre all’argento di Torino 2025 successi nel 2011 e 2019).
Stacey Colarossi, cosa l’ha spinta ad accettare il pancone della Nazionale italiana femminile e cosa si aspetta da questa esperienza?
“Prima di tutto di imparare a conoscere una cultura e un hockey diverso. Già parlando con le giocatrici nelle prime ore insieme ho avuto modo di conoscere idee e pensieri diversi dai miei. Idee e pensieri diversi, ed è normale, e ai quali voglio affiancarmi piuttosto che trascrivere. Ho come obiettivo primario quello di capire esattamente chi ho di fronte per portare qualche mio insegnamento e cercare di aiutare le ragazze nel modo in cui pensano all’hockey.
Considero questa scelta di venire in Italia come una sfida, e a me piace accettare nuove sfide. C’è anche l’orgoglio di tornare nel paese di cui è originario mio padre, e per come sono a livello tecnico amo costruire. Mi piace sviluppare e costruire una squadra pezzo per pezzo, non esiste una soluzione universale per fare clic e cambiare una squadra ma serve lavorare nel quotidiano con metodo. È anche interessante avere ora a disposizione un roster con molte ragazze giovani, dovremo lavorare per aiutarle a inserirsi nel mondo delle “grandi”. Grandi che ci sono, come Nadia Mattivi, e possono parlare con l’esempio ancor prima che con la voce. I risultati dell’ultima stagione sono stati estremamente importanti, il materiale umano c’è e possiamo puntare a fare bene”.
Se dovesse descrivere le basi del suo sistema di gioco come lo farebbe?
“Sono molto orientata a un gioco di squadra, dove il collettivo è fondamentale. Serve tanta presenza fisica per seguire i miei dettami, perché ritengo che il movimento sia col disco che senza sia fondamentale. I raddoppi quando il puck è in possesso alle avversarie saranno importanti, così come il saper pattinare negli spazi quando lo avremo noi per offrire soluzioni di passaggio. Non voglio impostare tutto su concetti estremamente complicati, preferisco un gioco semplice dove il corpo possa aiutare la tecnica con un pattinaggio costante”.
L’ANNUNCIO DI STACEY COLAROSSI COME ALLENATRICE AZZURRA
Tra giovedì e sabato giocherete in Slovacchia contro le padrone di casa, le olandesi e le austriache. Quali obiettivi possono esserci per questo primo torneo?
“Al momento è difficile dare contorni precisi in vista del fine settimana, non dovremo guardare al punteggio ma al modo in cui ci arriveremo. Più in concreto cercheremo di arrivare a raggiungere dei miglioramenti costanti, non solo tra una partita e l’altra ma anche dopo ogni allenamento. Le prime sensazioni sono sicuramente positive, poi in fase di analisi dovremo essere brave a farci le giuste domande per correggere gli errori e migliorare le cose che funzionano. Un passo alla volta puntiamo a costruire il gruppo”.
L’aver lavorato per tante stagioni con squadre universitarie e dall’età media relativamente bassa può aiutarla nel seguire questo gruppo dove ci sono tante ragazze Under 18?
“Direi di sì, i processi per costruire una Nazionale competitiva in uno sport come l’hockey sono lunghi e io lo so bene. Insieme allo staff ci sarà un confronto costante per pianificare in maniera completa il lavoro e crescere con fiducia una pattinata alla volta”.




