Damian Clara, la mia America: “Giocare ai playoff di AHL e allenarmi con i giocatori dell’NHL è stato incredibile. Un passo alla volta voglio lavorare per centrare il mio sogno”
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21 anni e un unico obiettivo: arrivare a giocare in NHL. La carriera di Damian Clara è tutta da scrivere ma, dopo una grande stagione 2025/26, il goalie pusterese è pronto a rilanciare verso l’alto ripartendo da quegli Stati Uniti che possono diventare il suo trampolino di lancio, portandolo a diventare il primo italiano nel massimo campionato mondiale. Protagonista tra Olimpiadi e Mondiale con la maglia azzurra, con il Brynas prima e i San Diego Gulls poi a livello di club, Damian Clara ha vissuto mesi ricchissimi di viaggi, emozioni e speranze sapendo che c’è ancora tanto da fare per arrivare a centrare il suo sogno.
NADIA MATTIVI, LA MIA AMERICA: “VINCERE IL TITOLO PWHL QUALCOSA DI INDIMENTICABILE”
Damian Clara, può raccontarci il suo passaggio dalla Svezia agli Stati Uniti dove ha giocato prima del Mondiale Top Division con la Nazionale italiana?
“Anche nei mesi passati al Brynas sono stato sempre tenuto in considerazione da parte degli Anaheim Ducks (la franchigia NHL che lo ha scelto nel draft NHL 2023 e detiene i suoi diritti ndr). Chiusa ai pre-playoff la stagione in SHL io e Lucas Petterson (attaccante, anche lui scelto dai Ducks ndr) siamo stati subito contattati per andare a San Diego e continuare a giocare in AHL: pochi giorni e sono volato in California, una settimana di allenamenti e poi subito sul ghiaccio nel campionato di sviluppo, un campionato nel quale il livello è molto alto, direi come in Svezia. Cambia forse lo stile di gioco, che è tipicamente nordamericano quindi più istintivo e di talento, e il contesto visto che a San Diego avevamo una squadra con tantissimi giovani vogliosi di farsi vedere e meno giocatori affermati come capitato al Brynas”.
Tre partite disputate in regular season e due ai playoff persi nel primo turno con Colorado. Come valuta la sua esperienza ai Gulls in questo finale di 2025/26?
“Aver già avuto questa possibilità ora credo sia una cosa molto positiva perché serve come formazione per il futuro, per capire il livello della lega e iniziare ad adeguarmi al contesto. Ho fatto due partite che reputo positive, altre meno, ma essere sceso in pista durante i playoff è un ottimo traguardo. Vero che mancava quello che sarebbe stato il goalie titolare, lo svedese Clang fuori per concussion, ma globalmente sono soddisfatto anche per essere stato “lanciato” nel contesto più importante dopo solo due settimane con la squadra”.
Finito il percorso a San Diego è stato aggregato agli Anaheim Ducks durante il secondo turno dei playoff con i Vegas Golden Knights. Ha potuto quindi vivere come un vero giocatore di NHL, allenandosi con la squadra e viaggiando con loro. Cosa le resta?
“La sensazione di essere finito in un contesto incredibile. Tra Svezia e Finlandia negli anni scorsi ho vissuto in ambienti professionisti, ma ai Ducks ho respirato l’aria di un mondo tutto nuovo. Ogni cosa è al servizio dello sviluppo dei giocatori, e anche solo in allenamento si lavora con una precisione e un talento mai visti prima. Giocando in Europa mi è capitato di avere come compagni o avversari diversi ragazzi passati dall’NHL, usciti però da quel contesto perché probabilmente a ognuno di loro mancava qualcosa: ad Anaheim invece tutti erano al posto giusto e infatti durante le sessioni di allenamento la differenza principale erano velocità e qualità dell’esecuzione, non il tipo di esercizi o le richieste da parte dello staff tecnico”.
Anaheim-Las Vegas diverse volte, lo spogliatoio da condividere con i compagni, tanti momenti insieme. Pur non debuttando in NHL crede che per la sua crescita queste settimane siano state importanti?
“Assolutamente sì. Anche solo guardando si può imparare e crescere. Un esempio: vedere come certi giocatori si preparando a una partita di playoff, come e quando lavorando in allenamento è un’opportunità preziosa che ho cercato di fare mia lavorando molto con gli occhi e le parole, facendo tante domande. Pur dalla tribuna poi ogni partita dei playoff NHL è ricchissima di spunti per il mio ruolo”.
IN QUESTA FOTO – CREDITO TYLER PISTOIA (VIETATA LA RIPRODUZIONE) – DAMIAN CLARA CON GLI ALLENATORI DEI PORTIERI DEGLI ANAHEIM DUCKS SUDHARSAN MAHARAJ E PETER BUDAJ

In questa stagione di fatto ha avuto quattro allenatori diversi. È difficile ricevere così tante informazioni e suggerimenti e rimanere concentrato al meglio?
“Nel mio contesto non è stato così complicato perché lo staff degli Anaheim Ducks era costantemente in contatto con quello del Brynas, quindi c’era un dialogo continuo e soprattutto allineato. A San Diego e Anaheim quindi si è continuato un lavoro già impostato nei mesi precedenti, pur con uno stile diverso ma con una linea comune. Nelle settimane passate in Nazionale il rapporto con Thomas Tragust è stato estremamente positivo: siccome non passiamo tante settimane con lui durante l’anno non è un allenatore che cerca di cambiare l’impostazione, ma è sempre disponibile all’ascolto e al confronto per aiutarci nei piccoli dettagli”.
Come sta lavorando in vista della prossima stagione e cosa c’è nel suo futuro?
“Al momento sto facendo lavoro fisico individuale, poi dopo qualche giorno di vacanza a partire da luglio sarò nuovamente sul ghiaccio principalmente vicino a casa. Verso la seconda metà di agosto tornerò ad Anaheim per l’inizio del training camp, è sarà la mia prima volta. A partire da settembre lavorerò con i rookie, i giocatori dell’AHL e i prospetti dei Ducks, quindi un po’ alla volta arriveranno tutti i vari ragazzzi dell’NHL e ci saranno le assegnazioni alle squadre collegate alla franchigia. Quello che spero è di poter giocare tanto, anche partendo dall’AHL, così da poter crescere partita dopo partita e continuare ad andare a caccia del mio sogno”.











