Per l’Italia arrivano le due “finali” del Mondiale. Si comincia domenica alle 16.20 con la Danimarca. Alex Trivellato: “Non c’è scritto da nessuna parte che non possiamo salvarci”
Con il risultato di Danimarca-Slovenia, disputata alle 12.20 di sabato 23 maggio e vinta 4-0 dai danesi, arriva la certezza che l’Italia rimarrà in corsa per la salvezza al Mondiale Top Division 2026 fino a lunedì. Quel giorno alle 20.20 è in programma la sfida con i balcanici, l’ultima del calendario per la Nazionale che domenica alle 16.20 affronterà invece i danesi.
Danimarca (3 punti), Slovenia (3 punti) e Italia (0 punti) sono ancora in corsa per evitare l’ultimo posto, che vuol dire retrocessione in Prima Divisione Gruppo A, e i conti si fanno rapidamente per quello che riguarda gli azzurri: due vittorie vorrebbero dire salvezza matematica, conquistata anche in caso di sconfitta con la Danimarca ma successo sugli sloveni (tutte le squadre a 3 e balcanici ultimi per la classifica avulsa) mentre un successo sugli scandinavi e uno stop con i balcanici terrebbe aperto il discorso fino a martedì (quando si giocherà Danimarca-Norvegia). Le combinazioni sono quindi molte, la certezza è che i ragazzi di Jukka Jalonen hanno grande voglia di giocarsi queste due “finali” dopo essere passati dai cinque difficili match sin qui disputati contro le big Canada, Slovacchia, Repubblica Ceca e Svezia oltre alla Norvegia.
I PRECEDENTI TRA ITALIA E DANIMARCA
LE PAROLE DI CAPITAN ALEX TRIVELLATO: “GIOCHIAMO IN MANIERA SEMPLICE E CON LA MASSIMA ATTENZIONE, SIN QUI LE BUONE PRESTAZIONI NON SONO MANCATE”
Sabato i giocatori della Nazionale hanno avuto libera scelta tra l’allenamento sul ghiaccio (una decina i presenti) oppure all’esterno della BCF Arena focalizzandosi sulla parte fisica. Tutti presenti e nessun infortunato tra gli azzurri, con il capitano Alex Trivellato che nel momento più delicato del torneo, quello che precede i due match più importanti, analizza il percorso della squadra sin qui. “La partita con la Repubblica Ceca, seppur chiusa senza punti, ci ha lasciato la consapevolezza di poter lottare e competere sui 60’ e di essere riusciti ad alzare il nostro livello su livelli che prima non riuscivano a trovare con costanza. Durante questo Mondiale penso che la squadra sia cresciuta a livello di aiuto e supporto nel terzo difensivo, e questo si è visto contro una Svezia molto abile in fase di pressione, e anche in fase di creazione di azioni pericolose. Venerdì con gli scandinavi anche se poche ne abbiamo avute. Sarà fondamentale avere grande attenzione alle uscite di zona che sono il primo passo per costruire qualcosa di importante”.
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Arrivato al quinto Mondiale Top Division della carriera, Alex Trivellato che è stato capitano nell’edizione 2019 (conclusasi con la vittoria ai rigori sull’Austria e la salvezza) vede delle similitudini tra altri tornei e questo tra gli azzurri? “Direi con il torneo del 2022 ad Helsinki dove, seppur non riuscendo a mantenere la categoria, avevamo fatto buone partite con risultati discreti. Adesso che stiamo arrivando alla fine del torneo penso che saremo pronti a esprimere il nostro hockey partendo da quanto di buono fatto sin qui. Il Mondiale del 2019 è stato molto diverso perché, tolta la partita con l’Austria, abbiamo raccolto solo sconfitte nette pur contro rivali più forti. Qui le dimensioni dei punteggi sono diverse e questo ci rende onore, ma l’onore non vale punti in classifica quindi sappiamo di dover cambiare marcia. Come? Prima di tutto trovando più gol, perché abbiamo visto con la Repubblica Ceca come basti poco per cambiare la tendenza di una partita. Siamo stati anche sfortunati (quattro tra traverse e pali con la Norvegia, una traversa sull’1-1 proprio di Trivellato con la Repubblica Ceca ndr) ma non possiamo aggrapparci a questo”.
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Quanto sarà difficile cambiare mindset passando da match contro formazioni fuori portata a squadre contro le quali l’Italia può e se la vuole giocare fino in fondo? “Il mindset dovrà rimanere lo stesso visto con la Repubblica Ceca a livello di focus e concentrazione. Pensiamo a giocare la nostra partita senza riempirci la testa di pensieri prima del via, dal mio punto di vista cercherò di parlare con tutti su questo. Non serve strafare, non dobbiamo inventare o insegnare nulla a nessuno: ci basta un hockey semplice e pratico, dando il massimo e fidandoci l’uno dell’altro. Non c’è scritto da nessuna parte che questa Italia non possa salvarsi”.











