Una sfortunata Italia coglie tre traverse, un palo e resta a zero contro una cinica Norvegia che si impone per 0-4 contro gli azzurri. Mercoledì alle 16.20 sfida alla Repubblica Ceca

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ITALIA-NORVEGIA 0-4 (0-1, 0-2, 0-1)

ITALIA Fadani (Smith); Zanatta-P. Pietroniro; De Luca-Bradley-Mansueto; Trivellato-Di Perna; Saracino-Frycklund-Zanetti; Spornberger-Gios; Frigo-Mantenuto-Segafredo; Buono-Nitz; Mantinger-Misley-Deluca. Allenatore: Jukka Jalonen.

NORVEGIA Haukeland (Normann); Kaasastul-Krogdahl; Salsten-Vikingstad-Ronnild; Solberg-Johannesen; Vesterheim-Bakke Olsen-Elvsveen; Ostby-Hurrod; Pettersen-Koblar-Martinsen; Saxrud Danielsen; Steen-Ostrem Salsten-Berglund; Oby Olsen. Allenatore: Petter Thoresen.

ARBITRI Gour-Kohlmueller (Jonsson-Niittyla).

MARCATORI 11’32” Bakke Olsen (Krogdahl, Oby Olsen); 31’40” Steen (Ostrem Salsten), 38’51” Kaasastul (Oby Olsen, Krogdahl), 55’28” Koblar (Martinsen, Pettersen).

NOTE Penalità Italia 8’ – Norvegia 8’. Tiri in porta: Italia 30 – Norvegia 35. Spettatori 4.989.

La terza sconfitta dell’Italia al Mondiale Top Division è quella sin qui più dolorosa perché, analizzando il match per intero, si scopre come gli azzurri abbiano avuto tante occasioni per fare male ma, tra sfortuna e bravura del goalie avversario, come con il Canada lo score rimane a zero. Le tre traverse colte da Saracino, Segafredo e Pietroniro tremano ancora così come il palo di De Luca, mentre la Norvegia si dimostra particolarmente cinica e sfrutta ogni possibile situazione a suo favore per segnare. Soprattutto nel secondo periodo la squadra di Jalonen mette sotto gli avversari, ma non riesce a riacciuffare un match rimasto bloccato sullo 0-1 per oltre metà del suo tempo effettivo prima poi di scivolare alla distanza fino allo 0-4 definitivo. Il torneo di Friborgo, come sempre a questi livelli, non concede respiro è già mercoledì sarà tempo di tornare in pista contro la Repubblica Ceca, sempre alle 16.20.

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PRE PARTITA – Terza partita del torneo iridato e rientro di Fadani come starting goalie tra i pali azzurri, con Smith backup. Questo è uno dei quattro cambi nel lineup, il secondo è la presenza di Mansueto (al debutto assoluto in un Mondiale) insieme a De Luca e Bradley, con Zanatta e Pietroniro a completare lo starting six. Novità anche nella linea offensiva numero due con Zanetti che scala e prende il posto di DiGiacinto insieme a Saracino e Frycklund, quindi rimane immutato il terzo blocco sia a livello di terzini che attaccanti. Il secondo debutto, in questo torneo e non in assoluto visto che ha già disputato tre Mondiali Top Division (2019, 2021 e 2022) è quello di Ivan Deluca inserito in quarta linea con Mantinger e Misley. Restano fuori per turnover il goalie Clara e gli attaccanti Purdeller e DiGiacinto.

LA CRONACA DEL MATCH – L’approccio degli azzurri al match è solido, con un buon ritmo e anche un power play dopo nemmeno tre minuti. I 120” in cinque contro quattro portano alla bordata di Pietroniro respinta da Haukeland, quindi ritrovata la parità numerica i vichinghi iniziano a mettere pressione agli azzurri. Fadani inizia a scaldarsi sulle conclusioni di Martinsen e Pettersen e poi regala anche una parata “di testa” sulla botta dalla blu di Johannesen deviata da un bastone. L’Italia fatica ad uscire, resiste pattinando senza sosta anche con i suoi attaccanti in copertura (notevole un recupero di Saracino su Bakke Olsen nello slot) e si aggrappa al suo goalie, capace di esaltarsi sul tocco nello slot di Berglund a colpo sicuro. Dopo tanta spinta gli scandinavi riescono però a passare: Bakke Olsen scappa via a Trivellato dietro porta (sfortunato il capitano azzurro la cui stecca si incastra nella parte bassa della balaustra) si accentra e trova un tiro imprendibile nel sette da posizione ravvicinata all’11’32”. Un minuto dopo ancora big save di Fadani sul rebound di Pettersen, ma al 13’45” arriva la migliore chance azzurra. Puck recuperato da Zanetti, servizio per Frycklund che dallo slot impegna Haukeland, poi fortunato sul rebound di Saracino uscito di nulla. Trivellato e compagni cercano di prendere coraggio e riescono a organizzare diverse azioni offensive in un primo tempo con pochissime pause, quindi al 19’06” Di Perna spende la prima penalità dei suoi, ben suturata nel finale di frazione dallo special team azzurro.

Recuperata la parità numerica in avvio di periodo centrale l’Italia si deve aggrappare ancora a Fadani, due volte miracoloso sul tiro a botta sicura di Ronnild al 21’15”. Da lì però la partita cambia e sono gli azzurri a farsi vedere a ripetizione cominciando poco dopo dalla controfuga che Saracino spara sulla traversa con un diagonale da sinistra. Segafredo e De Luca, che coglie anche un palo, nei minuti seguenti impegnano Haukeland, chiamato poi a diversi interventi importanti. Al 28’41” secondo fallo speso dai norvegesi e, in superiorità numerica, gli azzurri sfiorano due volte il pari: prima Bradley non trova la porta per centimetri su assist di Saracino, poi è Segafredo a spaccare la traversa con uno slapshot dei suoi. C’è anche la sfortuna nella partita dell’Italia, e la Norvegia infierisce trovando al 31’40” la ripartenza di Steen che, favorito da una scivolata, si invola verso Fadani e insacca il bis. Arrivano poi un power play a testa, prima per gli scandinavi, ma i penalty killing resistono offendo pochi spazi (il più pericoloso è De Luca) quindi nel finale gli “Orsi Polari” allungano ulteriormente. In penalità differita è Kaasastul a sparare dalla distanza un tiro nel traffico diretto nell’angolino alto della gabbia di Fadani per il 3-0 con il quale si va alla seconda pausa.

Il capitano azzurro Trivellato compie il primo tiro del terzo tempo dopo una pregevole apertura di Frycklund. L’Italia mette in continuitàdischi nel terzo difensivo norvegese, ma la formazione avversaria controlla senza particolari affanni. Dopo 141 secondi di gioco del terzo drittel, gli Azzurri hanno a disposizione un powerplay per lo sgambetto di Salsten: qui arriva il terzo “ferro” di giornata con la traversa colta da Phil Pietroniro dalla sinistra, cui seguono due chancesperBradley e Saracino. La Norvegia, ristabilita la parità numerica, ci prova con il giocatore penalizzato, Salsten, capace diimpegnareFadani con un tiro al volo. Con il passare dei minuti l’Italia ha più spazio, mentre la Norvegia risponde dirimessa per un match che ora scorre via veloce con poche interruzioni. Intorno a metà periodo, la Norvegia gestisce il tempo e controlla il disco senza alcuna fretta e conservando il triplo vantaggio. L’Italia non riesce più a sfondare in zona neutra, mentre la Norvegia colpisce latraversa piena con Vesterheim al 52’ e due minuti dopo crea un mischione pericoloso dalle parti di Fadani. Dall’altra parte alcuni tiri in serie della formazione di Jalonen che non trovano lo spunto vincente, ad esempio conSegafredo che di rovescio non trova il bersaglio grosso. Sul ribaltamento di fronte Koblar riceve il disco all’altezza della blu e s’invola verso la porta azzurra: i difensori non riescono a fermare la corsa del norvegese che supera Fadani con un tiro in corsa per il 4 a 0 scandinavo al 55’28”. L’episodio di fatto chiude la partita, con gli ultimi minuti che trascorrono senza particolari sussulti fino al 60’. Premiati come migliori in pista i due portieri:Haukeland al secondo shutout consecutivo e Fadani, che riceve il riconoscimento dalle mani di Marcello Cobelli, responsabile del settore hockey della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio.

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IL PROSSIMO IMPEGNO – Il ritmo incalzante del torneo Top Division propone la quarta sfida agli azzurri già domani: sempre alle 16.20 alla BCF Arena l’Italia sarà sul ghiaccio per affrontare la Repubblica Ceca, sin qui sfidata nove volte a livello iridato e olimpico (Torino 2006) e mai battuta nella storia.