Italia pronta al debutto alle Paralimpiadi con gli Stati Uniti. Nikko Landeros: “Diamo tutto sul ghiaccio e poi vedremo la posizione finale. Voglio trascinare i compagni con l’esempio e la voce”
Con l’ultimo allenamento svolto sulla pista principale della Milano Santagiulia Ice Hockey Arena l’Italia ha completato il suo percorso di avvicinamento al match di sabato, quando alle 17.05 sfiderà gli Stati Uniti nel debutto alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. Nella giornata di venerdì gli azzurri sosteranno solo una sessione in palestra poi dal pomeriggio si sposteranno a Verona per partecipare alla Cerimonia d’Apertura dell’evento, quindi torneranno sul ghiaccio sabato per sfidare gli statunitensi, campioni in carica da quattro edizioni consecutive. Il loro percorso proseguirà poi lunedì 9 e martedì 10 marzo, quando alle 10.05 giocheranno con Cina e Germania per le ultime due partite del Girone A.
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LE PAROLE DI NIKKO LANDEROS: “GLI STATI UNITI UN’AVVERSARIA COME LE ALTRE. SONO PRONTO A DARE TUTTO PER QUESTA ITALIA”
In un’Italia che sogna di centrare nella Paralimpiade casalinga la prima medaglia della storia c’è un giocatore che ha una bacheca importantissima: Nikko Landeros infatti vanta in carriera tre ori, conquistati proprio con gli Stati Uniti tra Vancouver 2010, Sochi 2014 e Pyeongchang 2018. Da questa stagione il 36enne difensore nato a San Francisco e con la mamma italiana gioca con gli azzurri, e si è messo in luce sin da subito con ottime prestazioni ai Mondiali Gruppo B di Astana, nei quali l’Italia ha chiuso con cinque vittorie in altrettante partite e Landeros è stato premiato come miglior difensore.
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La partita di sabato per lui sarà forzatamente diversa, visto che con gli Stati Uniti ha giocato a lungo e conosce tutti i giocatori in squadra: “Li avevamo già sfidati ad ottobre in un torneo amichevole, ma per me al momento sono un avversario come un altro. Si tratta solo di accendere la luce ed entrare in modalità gara, poi l’unica cosa che conta sarà vincere la partita. Sono pronto a dare tutto, soprattutto a livello fisico, per aiutare la squadra a trovare il miglior risultato possibile. Personalmente sono un difensore cui piace molto spingersi in attacco e fare punti, ma credo che contro gli Stati Uniti servirà fare una partita molto attenta e presente a livello difensivo. Mi metterò a disposizione del piano tattico proposto dal coach Mirko Bianchi”.
Queste di Milano Cortina 2026 saranno per Nikko Landeros delle Paralimpiadi praticamente in casa, visto che dal capoluogo lombardo arriva la mamma dell’azzurro: “Questo è un aspetto molto importante, voglio dare il massimo e fare bene per lei e per tutta la mia famiglia italiana. Anche per mio nonno, che purtroppo non sarà qui, sento una carica particolare. Già in queste mattine mi sto svegliando con la pressione delle partite, vuol dire che l’evento che stiamo per vivere vale quasi doppio per me”.
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Tutto questo con una nuova squadra dopo aver scritto pagine importanti del Para Ice Hockey con le tre medaglie d’oro già vinte. Quanto Nikko Landeros può aiutare i compagni in pista partendo dal suo passato? “Credo di poter essere utile soprattutto a livello vocale. Durante le partite sul ghiaccio urlo molto e lo faccio per spronare tutti, dando anche qualche consiglio e caricando i compagni. È la mia attitudine, con il tempo ho imparato a controllarmi ma sono sempre stato così. Sabato poi quando ci sarà l’arena piena di gente arriverà anche una botta di emozioni e adrenalina difficile da gestire nei primi minuti, ma poi dovremo essere bravi a rimanere sul pezzo in ognuna delle partite che giocheremo”.
Questa Paralimpiade Milano Cortina arriva dopo un periodo molto denso per l’Italia di Para Ice Hockey, che in settembre ha vinto il Mondiale in Kazakistan, quindi ha partecipato a tornei e giocato amichevoli praticamente fino alla scorsa settimana. In che cosa secondo Nikko Landeros gli azzurri sono cresciuti? “Rispetto a inizio stagione siamo quasi un’altra squadra, abbiamo lavorato moltissimo e secondo me la cura della zona difensiva e l’uscita di zona sono i due aspetti nei quali siamo migliorati di più. Ci fidiamo a vicenda l’uno dell’altro tra giocatori di movimento e anche con i portieri, che ultimamente sono cresciuti e sicuramente avremo bisogno di loro grandi prestazioni. Sul ghiaccio in questa settimana di allenamenti ho visto la giusta energia e la giusta carica, tutti sono pronti al sacrificio fisico e a dare il massimo. Ripensiamo ad esempio alle due amichevoli con il Canada: tra la prima e la seconda (due sconfitte 0-8 e 0-4 ndr) abbiamo fatto vedere buonissime cose soprattutto senza il disco, quindi vuol dire che questa squadra può salire ancora di livello”.
Dopo tre ori con gli Stati Uniti, qual è l’obiettivo di Nikko Landeros per questa Paralimpiade? “Possiamo dire vincere una medaglia, ma la priorità è quella di far parte di una squadra che sappia dare tutto sempre. Se arriveremo alla fine della Paralimpiade con ancora tanta energia da spendere vuol dire che avremo fatto male, sarò contento se intorno a me vedrò un gruppo pronto a lottare su ogni disco e andare oltre i suoi limiti. Dopo e solo dopo vedremo la posizione finale ed eventualmente penseremo a festeggiare qualcosa”.
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