Armin Hofer e Alexander Egger: I nostri ricordi legati ai derby tra Val Pusteria e Bolzano. Le parole di due grandi campioni

La cornice del derby numero 201 tra Val Pusteria e Bolzano ha visto sulle tribune della Intercable Arena anche due dei migliori difensori che abbiano mai vestito le maglie di Lupi e Foxes. Tra le file dei primi c’era Armin Hofer, roccioso difensore classe 1987 che con il Val Pusteria ha debuttato nel 2004 e ne è rimasto una colonna fino al 2022, anno in cui la squadra ha debuttato in ICE Hockey League. Oltre 500 le sue partite disputate per la formazione di Brunico in una carriera maiuscola che lo ha visto anche scendere in pista 142 volte con la Nazionale italiana e in undici Campionati del Mondo. Numeri che farebbero impallidire tanti ma non Alexander Egger, anche lui difensore e anche lui legato in maniera indissolubile al Bolzano per cui ha giocato quasi ininterrottamente tra il 1997 e il 2018 (unica parentesi quella col Renon per tre stagioni dal 2005 al 2008). Tantissime le sfide indimenticabili disputate dal numero 17 biancorosso, che ha vissuto il “passaggio” del suo Bolzano dalla Serie A all’ICE Hockey League: è stato lui a sollevare nel 2014 e nel 2018 i due Karl Nedved Trophy vinti dai Foxes. Dieci i Mondiali disputati nel mezzo delle 131 partite in azzurro, per una carriera importantissima nell’hockey altoatesino e italiano. Per entrambi ecco un’intervista doppia basata sull’infinito derby tra Val Pusteria e Bolzano ma anche su alcuni passaggi della loro carriera.

LA CLASSIFICA AGGIORNATA DELL’ICE HOCKEY LEAGUE 2025/26

Ora vi potete godere i derby da appassionati, spettatori o addetti ai lavori. Qualche anno fa invece eravate pienamente coinvolti in pista, quali sono i vostri ricordi collegati a queste partite speciali?

Alexander Egger: “Personalmente iniziavo a sentirlo già due-tre partite prima, anche se è un concetto sbagliato perché bisogna concentrarsi solo sul presente. Innegabile l’essere tesi il giorno del derby, per fortuna appena si scodellava il disco iniziale riuscivo a entrare pienamente nel mio ruolo. È stato bello vivere sfide dove i tifosi hanno avuto un ruolo importante, mi piaceva moltissimo sentire il calore di entrambi i lati della pista. Anche quelli avversari, mi caricavano molto”.

Armin Hofer: “Per noi brunicensi è sempre stata “la” partita. All’inizio della mia carriera il Val Pusteria è sempre stato sfavorito rispetto al Bolzano, quindi una vittoria su di loro valeva quasi come un campionato. In città si sentiva durante l’avvicinamento un’elettricità unica, le persone erano molto più tese del solito e c’era una tensione impossibile da trovare in altre partite. Gran bei momenti”.

Avete vissuto tante sfide Val Pusteria-Bolzano o Bolzano-Val Pusteria soprattutto in Serie A, poi dal 2021 la sfida è tornata dopo gli anni di assenza in cui il Bolzano era l’unica rappresentante in ICE Hockey League. Che effetto vi fa sapere che ora il derby è l’evento di cartello dell’Alto Adige, con stadi sempre pieni ed enorme interesse mediatico a tutti i livelli?

Armin Hofer: “Credo che avere una rivalità così sia un bene per tutti, a partire dall’hockey italiano. Una volta il Bolzano era sempre favorito in questi match, ma nelle ultime stagioni il Val Pusteria ha fatto vedere una crescita importante e può giocarsela quasi ogni volta. Il fatto di avere una sfida aperta anche nel risultato tra due squadre forti rende ancora più speciale l’oggi”.

Alexander Egger: “Purtroppo non ho avuto la possibilità di giocare un derby in ICE Hockey League, però ricordo come ai tempi della Serie A era abbastanza difficile riempire il Palaonda con il Val Pusteria se non nelle serie playoff. Ora questo accade quasi regolarmente, e questo credo sia il miglior premio per il lavoro delle due società che fanno tanto per restare al vertice del campionato e forniscono anche molto alla Nazionale italiana”.

Il ricordo più bello e quello meno piacevole legato a un derby?

Alexander Egger: “Ne ricordo particolarmente uno dei primi che ho giocato, parliamo di fine anni ‘90, in cui avevo anche segnato. Ovviamente poi metto la serie di finale della Serie A 2011/12, in cui vincemmo 4-0 in un clima totalmente infuocato da tutte e due le parti del tifo. Quello meno piacevole, anche se non ero in pista, il 10-4 incassato a Brunico il 4 gennaio 2007”.
Armin Hofer: “Sicuramente quella vittoria per 10 a 4 è la più memorabile, anche perché arrivata in casa. Della serie di finale citata da Alexander ricordo con particolare delusione gara-3, che abbiamo perso 2-3 al supplementare in casa dopo una battaglia clamorosa e al termine di tre sfide tirate (3-2, 2-1, 3-2 per i biancorossi poi a segno 3-1 in gara-4 decisiva per lo Scudetto ndr).

Capitolo Nazionale, squadra di cui avete vestito la maglia in tante occasioni compresi molti Campionati del Mondo. Che stagione potrà essere questa per gli azzurri di oggi e cosa serve fare per cercare di affrontare un calendario estremamente impegnativo tra Olimpiadi e Mondiali Top Division?

Armin Hofer: “Alle Olimpiadi sappiamo già che tipo di avversarie ci saranno, e ogni punto strappato sarebbe una soddisfazione immensa per tutto l’hockey italiano. Ai Mondiali svizzeri la situazione cambia, pur rimanendo alto il livello l’obiettivo salvezza può e deve essere alla portata degli azzurri. Potrebbe servire, in quest’ultimo evento, l’essere bravi a scegliere i momenti del torneo concentrandosi sulle partite decisive soprattutto quella con la Slovenia. Sarà fondamentale avere il giusto approccio perché questo torneo è difficile ma può regalare grandi soddisfazioni se affrontato con lo spirito giusto”.

Alexander Egger: “Parto dalle Olimpiadi, e dico che al di là del risultato sarebbe importante sfruttare queste partite per cercare di prepararsi al Mondiale, affrontando avversarie fortissime e di qualità. Un’opportunità da cogliere insomma, per poi arrivare al Mondiale avendo le idee più chiare su quali possono essere le potenzialità dell’Italia e come fare per sfruttarle fino in fondo. Anche in Svizzera le sfide contro le rivali più forti tipo Canada, Svezia o Repubblica Ceca possono servire per capire quali siano le linee più efficaci, magari sperimentare qualche schema in power play e comunque fare esperienza. Anche se al limite dell’impossibile quelle non sono mai partite da sprecare, ma servono per prepararsi alle partite decisive”.