Pat Cortina, premiato dalla IIHF per il suo lavoro nello sviluppo dell’hockey internazionale: “In Italia vedo diverse società che puntano di più sui giovani, è la strada per crescere”
Il 2026 ha visto l’assegnazione a Pat Cortina del Paul Loicq Award, prestigioso premio della IIHF che viene ricevuto da chi eccelle nel dare un contributo all’hockey internazionale e allo sviluppo dello stesso in vari paesi del mondo. Difficile in questo non pensare subito a Cortina, la cui carriera da tecnico (capo allenatore o assistente) è iniziata nel 1990/91 con gli allora Milano Devils e si è legata in maniera importante all’Italia, guidata dal 2000 al 2003 dopo aver allenato Varese, Fassa e Asiago. La Nazionale azzurra non è stata l’unica selezione guidata dal 64enne italo-canadese, che ha scritto il suo nome nella storia dell’hockey internazionale anche come commissario tecnico della Germania e dell’Ungheria maschile e femminile, riportando tra l’altro la selezione magiara maschile in Top Division nel 2008 dopo 70 anni di assenza. Nelle ultime due stagioni Pat Cortina è tornato a lavorare in Italia al Fassa, prima come consulente e dalla scorsa estate come direttore sportivo, rimanendo sempre attivo nel mondo dell’hockey europeo e internazionale che ormai da oltre 35 anni è la sua quotidianità.
PAT CORTINA: “IN ITALIA STA CAMBIANDO L’APPROCCIO, UNA MAGGIORE ATTENZIONE ALLO SVILUPPO DIVENTA DECISIVA”
Intervistato dalla IIHF, il nativo di Montreal (che parla un perfetto italiano) ha spiegato come l’aver ricevuto il Paul Loicq Award (belga, presidente IIHF dal 1922 al 1957) per lui sia: “Qualcosa di surreale, non avrei mai immaginato di poter arrivare a tanto in carriera. Nella mia vita ho vissuto esperienze incredibili, un percorso che reputo straordinario e nel quale ho trovato davvero gioia quando sono riuscito a portare un contributo concreto allo sviluppo dell’hockey”.
Si parla anche di Italia, inteso come movimento italiano, e della visione che Pat Cortina ha oggi della situazione: “Negli ultimi anni sembra che qualcosa stia cambiando a livello di approccio, con diverse squadre che stanno investendo in maniera importante sui loro settori giovanili. Credo sia meglio permettere a una formazione under di avere più ore sul ghiaccio o allenatori maggiormente preparati rispetto al pensare solo alla prima squadra e ai suoi risultati. La base della piramide per poter crescere davvero dev’essere più ampia e solida possibile. Io sono italiano al cento per centro, e visto l’orgoglio che questa cosa mi lascia spero che il futuro dell’hockey tricolore sia il migliore possibile”.
L’INTERVISTA RILASCIATA DA PAT CORTINA A ITALIA HOCKEY NEL MAGGIO 2026
Tanti i traguardi importanti e prestigiosi centrati da Cortina, e tra questi viene citata anche la striscia di 40 vittorie consecutive alla guida dell’Asiago nella Serie A edizione 1999/00. Il 64enne inserisce nell’elenco anche la doppia promozione in Top Division sia con l’Ungheria maschile che femminile e il percorso fatto a Monaco di Baviera con la squadra locale, portata dalla DEL 2 al massimo campionato tedesco nel 2009. A proposito di Italia c’è anche un pensiero per Ron Ivany (tecnico di lungo corso in Serie A e anche nel giro della Nazionale) indicato come uno degli allenatori con i quali ha avuto maggior piacere a lavorare insieme.




