L’esperienza dei gemelli Nitz in Finlandia raccontata dal terzino azzurro Gabriel: “Ottima accoglienza, voglio imparare e arrivare a giocare con la prima squadra”
NELLA FOTO DI COPERTINA (CREDITO HPK) GABRIEL – A SINISTRA- E RAFFAEL – A DESTRA – NITZ CON LA DIVISA DELL’HPK
In anticipo su tutto il resto d’Europa, martedì 1 settembre è iniziata la stagione hockeystica in Finlandia con la prima giornata della Liiga, massimo campionato locale nel quale puntano a debuttare i fratelli Gabriel e Raffael Nitz. I gemelli altoatesini da inizio agosto si sono trasferiti ad Hämeenlinna per giocare con il locale HPK, storica realtà del massimo torneo finlandese, e lì stanno lavorando duramente per guadagnarsi spazio.
IL RACCONTO DI GABRIEL NITZ SULL’ESPERIENZA IN FINLANDIA
A raccontare l’attualità dei fratelli Nitz è Gabriel, difensore reduce da una stagione strepitosa nella quale oltre a un’esperienza con il Val Pusteria in ICE Hockey League si è guadagnato la convocazione per il Mondiale Top Division 2026, disputando complessivamente 13 partite con la Nazionale italiana e segnando contro la Slovacchia il primo gol azzurro all’ultimo torneo iridato. “Sin dal nostro arrivo qui in Finlandia – spiega Gabriel Nitz – l’accoglienza da parte dei compagni più esperti e dallo staff è stata molto positiva, anche la città ci piace e l’adattamento prosegue senza problemi. Durante le ultime settimane io mi sono allenato spesso con la prima squadra del’HPK con cui ho giocato qualche amichevole, Raffael ha lavorato soprattutto con l’Under 20. Venerdì 4 settembre inizia il campionato finlandese Under 20 e lì inizieremo a giocare, poi vedremo. Per quanto riguarda me so come debuttare in Liiga non sarà facile considerando come ci siano già dieci terzini, ma sono convinto che impegnandomi al massimo potrò avere presto delle occasioni”.
Nati a Santo Domingo per via delle origini della mamma, ma cresciuti sin da piccoli in Alto Adige, Gabriel e Raffael Nitz vivono in un’abitazione a due minuti dalla Pohjantähti Areena dove quotidianamente si recano per gli allenamenti. Ma come ci si allena in questa squadra finlandese? “Con l’Under 20 spesso ci sono state due sessioni al giorno, con la prima squadra invece una sola però estremamente intensa. Durante l’ultimo periodo con loro funzionava così: alle 9.00 ci troviamo in spogliatoio per un primo meeting, quindi si inizia con 20’ di bicicletta e poi la sessione off-ice. L’allenamento vero e proprio è generalmente di 90’ diviso di due parti, con a metà un rientro in spogliatoio e delle analisi. A fine sessione ci sono dei momenti di “ghiaccio libero” dove poter lavorare individualmente con gli allenatori specializzati, quindi si chiude con un’ultima fase di preparazione fisica”.
Proprio il rapporto con gli allenatori è uno degli aspetti più interessanti raccontati dal terzino azzurro, che spiega come: “I tecnici danno tantissimi feedback, per chi come me ha voglia di imparare è fondamentale, così come il lavoro sulle skills in cui mi sento meno forte. Recentemente ho disputato un’amichevole con l’Under 20, era presente un allenatore della prima squadra con cui alla fine ho analizzato la mia partita ricevendo preziose informazioni. Sin dai primi giorni il gruppo dei tecnici (capeggiato dall’head coach Mikko Mannder nda) si è messo a disposizione del gruppo in maniera attiva e positiva, anche loro vogliono essere una parte “viva” della squadra”.
E in tutto questo qual è per Gabriel Nitz la cosa più importante di questa esperienza finlandese, sin qui breve ma che durerà almeno fino al 2028 (lui e il gemello Raffael hanno firmato un contratto di due stagioni con l’HPK)? “Sportivamente parlando è una chance enorme per la nostra carriera, e questo mi fa piacere anche se sappiamo entrambi di dover lavorare sempre al massimo. Credo però che la parte più interessante sia quella umana, perché per la prima volta insieme a Raffael siamo lontani da casa in Alto Adige e dobbiamo adattarci a un contesto nuovo. Vivere insieme è un bell’aiuto, non vediamo l’ora di trovare il nostro spazio in pista” chiude il 19enne terzino azzurro.




