La nuova vita dell’ex terzino della Nazionale italiana Jason Seed: “Chiuso con l’hockey voglio fare il vigile del fuoco. Ho passato quattro anni bellissimi in Italia, tornerò presto”

Giovedì 19 marzo l’ultima partita della carriera di Jason Seed ha segnato una sorta di spartiacque nella vita del terzino italo-canadese. La sconfitta ai quarti di finale del suo Bolzano contro l’Olimpia Lubiana ha visto terminare un lunghissimo percorso sulla pista ghiacciata e, quasi contestualmente, iniziarne un altro con il ritorno ad Ottawa, capitale canadese dov’è nato nel 1992, ed è tornato per questioni tanto familiari quanto lavorative. Familiari perché la moglie nel contempo ha trovato un buon impiego in Nordamerica, lavorative perché ora la carriera di Jason Seed non sarà più tra pattini e bastoni ma in una caserma dei vigili del fuoco. Per il terzino anche della Nazionale italiana (35 presenze, due Mondiali di Prima Divisione Gruppo A e le Olimpiadi Milano Cortina 2026 nel curriculum) si apre quindi un futuro da pompiere ad Ottawa, un dove potrà ritrovare amici d’infanzia e per il quale si sta applicando con grande abnegazione nei vari corsi di formazione col fine di diventare professionista.

IL RACCONTO DEL MIO LUNGO VIAGGIO FINO ALL’ITALIA – Nato e cresciuto in Canada ma con forti legami con l’Italia per via di una nonna di Verona, Jason Seed parla del suo percorso sul ghiaccio che dal 2017 lo ha visto lasciare il Nordamerica per arrivare in Europa. Due anni a Briançon, tre in Polonia quindi nel 2022 l’arrivo a Cortina, con due stagioni sotto le Tofane prima dell’avventura a Bolzano condita anche dal ruolo nella Nazionale italiana. “Anche quando ero in Francia e in Polonia desideravo venire in Italia, sia per questioni legate al passaporto ma anche per il modo in cui sono cresciuto imparando la cultura e lingua grazie ai nonni – spiega Jason Seed – Ho apprezzato ogni singolo momento dei miei quattro anni tra Cortina e Bolzano, respirando uno stile di vita piacevole e rilassato, e mi sento davvero fortunato per aver potuto vivere quest’esperienza. Sembra scontato dirlo ma mi manca già la cucina italiana, e anche il calore dei tifosi che mi ha piacevolmente sorpreso”.

UN BEL PERCORSO E UNA DECISIONE DIFFICILE – Le tre stagioni con la maglia della Nazionale italiana hanno portato Seed a vivere da vicino momenti speciali: “Rappresentare l’hockey italiano e vestire l’azzurro è stato stupendo, non mi sarei mai aspettato di poter arrivare a giocare anche le Olimpiadi che sono il traguardo più bello per ogni hockeysta – racconta l’ex difensore – Purtroppo dopo la fine della stagione con il Bolzano insieme alla famiglia ci siamo dovuti trasferire presto ad Ottawa e non ho potuto giocarmi le possibilità di arrivare al Mondiale Top Division. Avrei voluto che le cose andassero in modo diverso, ma non è stato possibile. Credo sia stata la decisione giusta perché ho messo davanti l’interesse di tutta la mia famiglia e non solo quello personale”.

DALLE OLIMPIADI AI POMPIERI DI OTTAWA – Ora chiusa la carriera da hockeysta per Jason Seed si apre un’altra avventura come vigile del fuoco, un ruolo al quale l’italo-canadese punta in maniera decisa: “In questo momento sto facendo tutta una serie di corsi per ottenere le qualifiche necessarie. Era da diversi anni che ci pensavo, nella mia testa la decisione era già presa, e durante le ultime pause estive mi ero già messo a studiare per questo futuro. Ho molti amici che lavorano con i pompieri ad Ottawa, già loro mi avevano consigliato di guardare a questa carriera una volta chiuso con l’hockey e ho scoperto che è un ottimo lavoro. In termine di stile di vita non cambia molto, nel senso che bisogna essere sempre in forma, allenati e pronti a ogni evenienza, come durante una partita insomma. Nei prossimi mesi conto di presentare la domanda per entrare nel corpo dei vigili del fuoco locali, intanto lavoro come preparatore atletico in una palestra e mi trovo molto bene”.

TORNERÒ? – Su una cosa, relativamente al suo futuro, Jason Seed non ha dubbi: “Sicuramente tornerò in Italia. Non quest’anno ma il prossimo, perché mio fratello a maggio si sposerà in Toscana. Resteremo cinque giorni per questa occasione ma poi voglio prolungare la vacanza andando magari al sud Italia o in altri luoghi per scoprire ulteriormente il paese da cui vengono i miei nonni”.