Collaboratore FISG in ufficio e in gol da atleta sul ghiaccio alle Paralimpiadi di Milano Cortina: la storia di Roberto Radice
Una storia fatta di sacrifici, tanti, e di un fortissimo legame con il Para Ice Hockey: è la parabola di Roberto Radice, atleta azzurro reduce dalla Paralimpiade di Milano Cortina 2026 e collaboratore amministrativo per il settore paralimpico della Federghiaccio.
Quella di Milano Cortina è stata la quinta Paralimpiade in carriera per l’attaccante nato a Milano ma da anni residente a Crema, le cui mattine iniziano sempre molto presto: “Sono stati mesi intensissimi, perché con i compagni della società per cui sono tesserato, la Polha, ci allenavamo a Varese alle 8.30 del mattino. La passione sicuramente è il motore di tutto, per me così come per tanti compagni di squadra disposti a fare tante ore di viaggio e a sacrificare molto tempo per arrivare il più pronti possibile alla Paralimpiade”.
Oltre che in pista, per Radice il rapporto con il mondo del Para Ice Hockey prosegue anche del lavoro quotidiano: “In FISG mi occupo di tutto ciò che riguarda questa disciplina e il wheelchair curling a livello organizzativo. Per entrambi curo la gestione delle trasferte prendendo contatti con le altre federazioni quando bisogna andare all’estero per eventi internazionali, e seguo anche delle formule dei campionati, dei calendari e di tutto quello che riguarda il settore sportivo delle discipline. Lavoriamo con i budget a disposizione occupandoci di ogni aspetto esterno alla competizione vera e propria. Riuscire a far parte della Nazionale per la quinta Paralimpiade della mia carriera è stato un traguardo importante considerando anche il grande impegno messo nella quotidianità”.
Una quinta Paralimpiade, quella di Milano Cortina 2026, che per Roberto Radice ha avuto un sapore completamente diverso dalle altre. Sia perché si è disputata nella sua città natale, sia perché al 26’08” della partita con il Giappone dello scorso 12 marzo (semifinale del torneo di piazzamento) è arrivato il suo primo gol in azzurro a cinque cerchi: “Emozioni infinite, una gioia incredibile e ancora indescrivibile a giorni di distanza. Vedere tante persone che hanno fatto un lungo percorso insieme essere lì con me ha reso tutto ancora più bello. Non ho avuto tante occasioni in carriera di segnare ma mi sono fatto trovare pronto e ho segnato. Probabilmente resterà il mio ricordo più bello della carriera”.
Condsiderata la lunga esperienza paralimpica, Radice può offrire un bilancio consapevole del percorso azzurro, chiusosi al quinto posto dopo il successo nella finale di piazzamento sulla Germania: “Era il nostro obiettivo minimo, non è stato facile ma lo abbiamo centrato. Alla fine va bene così, le prime due partite con Stati Uniti e Cina ci hanno messo di fronte ad avversari troppo superiori, poi ce la siamo giocata vincendo le tre partite seguenti con partite sempre in crescita. La cosa più bella a livello complessivo di questa Paralimpiade però credo sia stato il rapporto con il pubblico: domenica assistere alla finale con l’Arena Santagiulia sold out vale come il miglior spot possibile per questa disciplina. Speriamo che le emozioni regalate a Milano Cortina 2026 possano portare nuovi atleti ad avvicinarsi al Para Ice Hockey italiano”.











