Gli Stati Uniti sono Campioni olimpici per la prima volta dal “Miracle on Ice”. Canada battuto 2-1 all’overtime da un gol di Jack Hughes
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CANADA-STATI UNITI D’AMERICA 1–2 d.t.s. (0-1, 1-0, 0-0, 0-1)
CANADA Binnington (Thompson); Toews-Makar; Celebrini-McDavid-MacKinnon; Harley-Parayko; Marner-Suzuki-Stone; Sanheim-Doughty; Marchand-Bennet-Wilson; Theodore; Hagel-Horvat-Jarvis; Reinhart. Allenatore: Jon Cooper.
STATI UNITI D’AMERICA Hellebuyck (Oettinger); Q. Hughes-McAvoy; B. Tkachuk-Eichel-M. Tkachuk; Slavin-Faber; Guentzel-Matthews-Boldy; Werenski-Sanderson; J. Hughes-Larkin-Thompson; Hanifin; Miller-Nelson-Trochek; Keller. Allenatore: Mike Sullivan
ARBITRI Dwyer-Rooney(Cherrey-Hautamaki)
MARCATORI 6’00” Boldy (Matthews, Q. Hughes); 38’16” Makar (Toews); 61’41” J. Hughes (Werenski).
NOTE Penalità Canada 6’ – Stati Uniti d’America 6’. Tiri in porta Canada 41 – Stati Uniti d’America 26. Spettatori 11.289.
Incredibile finale olimpica al torneo maschile di Milano Cortina 2026: il duello tra Canada e Stati Uniti non delude le attese e regala una partita esplosiva. Statunitensi avanti al 6’00” con Boldy e poi capaci di resistere a lungo alla furia canadese. Makar impatta in chiusura di secondo periodo, Hellyubuck compie diversi miracoli nel terzo e manda la sfida all’overtime. In tre contro tre ci pensa Jack Hughes a regalare ai suoi la medaglia d’oro, la prima dallo storico “Miracle on Ice” di Lake Placid 1980 e la terza in assoluto contando anche quella del 1960. Emozionante a fine partita il giro di pista dei giocatori statunitensi con la maglia di Johnny Gaudreau, star NHL che avrebbe fatto parte di questo gruppo e morto a causa di un incidente stradale nell’agosto 2024. Una curiosità assolutamente particolare: il 22 febbraio 1980 il successo per 4-3 degli Stati Uniti sull’Unione Sovietica fu praticamente decisivo per il titolo vinto due giorni dopo con il 4-2 sulla Finlandia. Il 22 febbraio 2026 ecco il bis con il 2-1 al Canada di Milano Cortina 2026.
LA CRONACA DEL MATCH – La terza finale olimpica della storia tra Canada e Stati Uniti si apre con tanta pressione da parte di McDavid e compagni, che assaltano la gabbia di Hellebuyck rendendosi pericolosi con Bennet e Jarvis. Si fa vedere anche Celebrini, inserito in una prima linea spesso molto pericolosa, ma sono gli Stati Uniti a passare alla prima chance se così si vuole chiamare. Boldy in attacca centralmente con davanti Toews che ha il vantaggio del posizionamento del corpo, il terzino canadese perde però la battaglia e l’avversario sguscia via infilando Binnington con un tocco ravvicinato per lo 0-1. Il gol accende ancora di più una sfida nella quale il Canada si fa vedere con Marner mentre gli Stati Uniti con Eichel, che per un soffio non arriva sul disco di Matthew Tkachuk a colpo sicuro nei minuti seguenti il gol. Prima della sirena c’è anche spazio per un power play statunitense, il primo della partita, durante la quale la migliore occasione è di Matthews che da ottima posizione non trova modo di colpire. Il punteggio rimane quindi 0-1 alla sirena del 20’.
Nel drittel centrale la partita cambia, ed è saldamente in possesso di un Canada che crea tantissimo contro degli Stati Uniti che cercano di controllaree non disdegnano le ripartenze. Ritmi altissimi e prima chance netta per Nelson che in conseguenza di un errore di impostazione ruba e impegna Binnington al 26’. Poi si va vedere per due volte Thompson, ma arriva l’uno-contro-zero di McDavid su cui Hellebuyck si esalta chiudendo lo specchio. Al 29’27” e 29’55” due falli statunitensi aprono a una doppia superiorità canadese di 93”: in maniera incredibile il penalty killing statunitense resiste e concede solo un paio di conclusioni a Celebrini ma non sbaglia mai posizione e riesce a sopravvivere. Il Canada comunque non demorde, continua a caricare a testa bassa e al 38’16” sfonda con Makar, autore di un perfetto polsino dalla destra per l’1-1. L’ultimo brivido è però statunitense, con Faber che spara dalla blu e coglie il palo.
Al rientro sul ghiaccio i canadesi non cambiano di una virgola il loro atteggiamento aggressivo, e dopo 90 secondi liberano Toews davanti alla gabbia per un tiro a colpo sicuro: miracolo totale di Hellebuyck che con la stecca, come Damian Clara, evita lo svantaggio. Al 44’20” altro uno-contro-zero questa volta di Celebrini e altro big save del goalie statunitense, che regge una pressione mostruosa ed è anche fortunato quando, al 49’12”, MacKinnon dalla sinistra non inquadra la gabbia dopo essere stato azionato da Celebrini e McDavid con due passaggi rapidissimi. Per gli Stati Uniti si fa vedere Thompson a metà frazione, ma la gran parte del gioco è canadese e anche Marchand crea scompiglio in mischia nello slot. Al 53’30” quattro minuti di penalità a Bennet (bastone alto) offrono agli Stati Uniti una grande possibilità di vincere, ma Matthew Tkachuk e Guentzel non trovano la stoccata giusta, quindi un fallo di Jack Hughes di fatto cancella la superiorità. Negli ultimi giri di lancette grande attenzione difensiva da entrambe le parti e match quasi accompagnato all’overtime.
Come prevedibile il tempo supplementare dura pochi istanti vista la qualità dei talenti in pista: gli Stati Uniti prima vanno vicinissimi al gol con Matthews su cui Binnington si esalta, poi al 61’41” arriva la rete che vale la medaglia d’oro a firma Jack Hughes: dalla sinistra il numero 86 spara in porta un diagonale che entra nei libri di storia dell’hockey e riconsegna il titolo olimpico 46 anni dopo l’edizione del “Miracle on Ice” di Lake Placid 1980.











