Nuova partita di puro cuore dell’Italia, battuta 3-0 dalla Svizzera dopo i 60′ del playoff. Azzurri eliminati ma con tanta consapevolezza di poter sfidare le squadre più forti al mondo
SVIZZERA-ITALIA 3-0 (2-0, 0-0, 1-0)
SVIZZERA Genoni (Berra); Josi-Moser; Kurashev-Hischier-Meier; Siegenthaler-Kukan; Andrighetto-Suter-Niederreiter; Marti-Fora; S. Schmid-Thurakuf-Berschy; Berni, Glauser; Knak-Jager-Riat. Allenatore: Patrick Fischer.
ITALIA Clara (Fadani); Zanatta-Pietroniro; DiGiacinto-Bradley-Gazley; Trivellato-Larkin; Saracino-Frycklund-De Luca; Glira-Di Tomaso; Frigo-Mantenuto-Petan; Di Perna-Seed; Segafredo-Morini-Zanetti. Allenatore: Jukka Jalonen
ARBITRI Hribik-Schrader(Suchanek-Wyonzek)
MARCATORI 1’19” Kurashev (Hischier, Meier), 10’25” Josi (Andrighetto, Hischier) PP1; 45’53” Hischier (Riat, Meier) PP1.
NOTE Penalità Svizzera 6’ – Italia 12’. Tiri in porta Svizzera 51 – Italia 20. Spettatori 3.827.
L’Italia getta il cuore sul ghiaccio ma non basta una prova d’orgoglio per superare il turno di playoff: la Svizzera vince 3 a 0 e mette fine al torneo olimpico di Larkin e compagni, sconfitti solo dopo 60’ di pura battaglia. Primo periodo dove gli elvetici colpiscono due volte e provano a spaventare l’Italia, ma dal 20’ in poi ci sono diverse occasioni per colpire anche in chiave azzurra. Clara dopo quella con la Svezia gioca un’altra grande partita e tiene a lungo aperto il match, poi Hischier nel terzo periodo mette insieme il suo terzo punto di giornata e trova l’allungo decisivo. La stagione dell’Italia continuerà con i Mondiali Top Division, previsti a maggio in Svizzera.
PRE PARTITA – Per il match di playoff con la Svizzera lo staff tecnico azzurro deve fare a meno dell’infortunato Kostner, in tribuna con Vallini e Purdeller. Per quello che riguarda il lineup Clara è il goalie titolare e nello starting six “sale” la linea difensiva Zanatta-Pietroniro, con Trivellato-Larkin in seconda. Rispetto alla sfida con la Finlandia rientra DiGiacinto, che ha scontato la squalifica, in linea con i compagni del Bolzano Bradley e Gazley. Confermati secondo e terzo blocco offensivo Saracino-Frycklund-De Luca nel primo e Frigo-Mantenuto-Petan nel secondo, e non cambiano neanche gli accoppiamento difensivi Glira-Di Tomaso e Di Perna-Seed. In quarta linea ecco Segafredo, Morini e Zanetti.
LA CRONACA DEL MATCH – Il primo periodo si apre nella maniera peggiore possibile per l’Italia. Al primo cambio Bradley viene caricato in balaustra, in maniera dura ma corretta, e rimane sul ghiaccio. Per lunghi minuti l’attaccante rimarrà fuori dal ghiaccio e le linee saranno rimescolate come già accaduto con la Finlandia, ma intanto al 79° secondo la Svizzera è avanti: disco spostato da un lato all’altro del ghiaccio, tiro di Meier deviato da Hischier su cui para Clara ma il rebound è di Kurashev per l’1-0. La squadra di Fischer attacca senza soluzione di continuità e servono altri interventi del goalie pusterese per tenere basso lo score, in particolare su Glauser e Riat. Gli azzurri col passare dei minuti iniziano a uscire dal guscio e lo fanno con azioni veloci, tanti dischi in profondità e ripartenze. A metà frazione prima penalità e superiorità elvetica: 24” di giro disco liberano Josi sulla sinistra, il terzino dei Nashville Predators prende la mira e incrocia un diagonale che batte Clara, coperto. Poco dopo però il power play è azzurro e Bradley torna nelle rotazioni, ma i 120” in cinque contro quattro non pagano dividendi fino al termine, quando però è De Luca dopo una conclusione di Segafredo ad andare vicino al 2-1 con un tiro da destra spentosi sull’esterno della rete. Nel finale di periodo ancora Svizzera molto pericolosa e ancora Clara sugli scudi: prima Hischier e poi Thurkauf vengono fermati (quest’ultimo due volte in uno contro zero) dal portiere azzurro che tiene il 2-0 alla prima sirena.
Il secondo periodo è invece molto più equilibrato, con un’Italia che si riorganizza bene. Bradley non torna sul ghiaccio, così per tenere linee stabili davanti il nuovo assetto è azzurro vede Petan centro del primo blocco e Di Tomaso inserito all’ala nel terzo. In difesa i sette terzini si alternano in un drittel che inizia con la deviazione pericolosa di Saracino su tiro di Larkin alta di nulla. Poco dopo Clara continua la sua gran prova fermando in bello stile la percussione di Niederraiter. Al 4’26” arriva presto la migliore occasione per gli azzurri, con Frigo capace di liberare Zanetti davanti a Genoni. Il tiro del varesino è parato dal goalie svizzero che si supera anche sul rebound, salvando i suoi. La partita continua con una fase di sostanziale equilibrio e gli azzurri ben solidi in difesa, come dimostrato anche dal penalty killing tra il 28’43” e il 30’43”. 120” in cui Clara salva un paio di volte su Hischier e Meier trovando il supporto dei compagni. L’intensità è sempre molto alta, al 33’30” nuova chance italiana per colpire, ancora in ripartenza: De Luca e Fryclund apparecchiano per Trivellato, che si sgancia e impegna Genoni con un tiro potente. Il goalie elvetico è bravo anche poco dopo su Frigo, anche lui alla conclusione in velocità, quindi torna Clara sul proscenio. Il goalie azzurro si supera su Niederraiter in uno-contro-zero davanti a lui, quindi nel finale (con la squadra per la terza volta nel match in inferiorità numerica) dice no a Hischier. È ancora 2-0 alla seconda pausa con un’Italia a un passo dal gol che avrebbe riaperto la sfida in maniera totale.
Il terzo periodo segue il canovaccio del secondo, con una deviazione di Zanetti a spaventare Genoni e poi due big saves di Clara su Bertschy e Sandro Schmid. Al 45’47” penalità in attacco per Fryclkund, Fischer chiama timeout e il suo staff disegna uno scherma spietato: bastano sei secondi a Hischier per firmare il 3-0 dallo slot dopo i tocchi al volo di Riat e Meier. Mantenuto e Morini provano a suonare la carica con due conclusioni verso la gabbia elvetica, quindi a metà frazione una nuova penalità azzurra mette la Svizzera nuovamente in power play ma gli azzurri controllano bene i 120”. I minuti passano, l’Italia non riesce a trovare con continuità azioni pericolose e si aggrappa nuovamente a Clara: da applausi una sua pinzata su Josi, da standing ovation una parata con il bastone sul tiro di Marti a colpo sicuro a tre dalla fine. Gli ultimi giri di lancette scorrono via senza patemi e pericoli per la Svizzera, che controlla il gioco e blocca in neutra ogni tentativo o idea italiana. Finisce 3-0, si chiude un’Olimpiade comunque di altissimo livello per la formazione di Jukka Jalonen.
Da segnalare per quello che riguarda Matt Bradley un trauma distorsivo cervico-dorsale. Il giocatore è controllato dallo staff medico della Nazionale italiana.
LE PAROLE DI JUKKA JALONEN, THOMAS LARKIN E DAMIAN CLARA – Queste le considerazioni dell’head coach azzurro Jukka Jalonen: “Si è chiuso un percorso dove abbiamo dimostrato di poter giocare con squadre più forti di noi, è stato difficile ma sono estremamente orgoglioso di quanto fatto dalla squadra. I giocatori sono stati sul ghiaccio con la testa giusta, si sono sacrificati per i compagni e hanno lottato sempre. Tolta la partita con la Finlandia, dove non avevamo energie, nelle altre tre sfide abbiamo dimostrato di avere qualità. Io non credo che la Svizzera sia meno forte della mia ex squadra, Clara ci ha tenuto in partita con grandi parate e tutto sommato i 60’ sono stati tirati e combattuti. Resta l’orgoglio per quanto fatto”.
Così invece capitan Thomas Larkin dopo l’ultima partita degli azzurri: “Partivamo dall’avere il patrimonio hockeystico più piccolo tra le 12 al via e abbiamo dimostrato di non essere venuti qui solo per fare foto e festeggiare l’Olimpiade. La squadra ha lottato contro i giocatori più forti al mondo, ho visto tanto cuore e voglia sul ghiaccio e di questo non posso che esserne orgoglioso. Forse oggi avremmo potuto fare qualcosina di più nel secondo periodo, ma ci abbiamo creduto fino all’ultimo e questa è la base”. Il leader dell’Italia aggiunge: “Dopo la partita con la Finlandia siamo riusciti a tornare sui nostri massimi livelli: anche questo è un bel segnale, abbiamo dimostrato a tutti che comunque anche l’hockey italiano può restare sul ghiaccio in questi contesti. Noi per tutto quello che possiamo controllare ci siamo spremuti al massimo, a partite dai due goalies che hanno giocato: Clara e Fadani hanno fatto una grande Olimpiade permettendoci di rimanere il più a lungo possibile in partita, avranno grandi carriere davanti. In vista del Mondiale ci portiamo dietro la consapevolezza di poter sfidare anche questi squadroni: verosimilmente in Svizzera il livello non sarà così alto, dunque possiamo crederci e fare bene”.
48 parate su 51 tiri ricevuti e l’ennesima grande prestazione rendono Damian Clara sicuramente uno dei più in vista in chiave azzurra dopo l’Olimpiade. Questo il suo commento al termine della sfida con la Svizzera: “Penso che la squadra abbia giocato con cuore e voglia di lottare ogni partita. Certo, a me tocca parare, è il mio ruolo, ma se i compagni non mi aiutano diventa impossibile: oggi e nelle altre sfide lo hanno fatto. Personalmente ho vissuto una grande esperienza che non dimenticherò mai, e che è stata anche un bel test verso il mio futuro. Chiaramente sogno di poter arrivare a giocare ai massimi livelli, essere riuscito a sfidare i giocatori NHL sulla pista piccola è stato un bel segnale. Spero infine che questa Olimpiade serva per lanciare ancora di più questo sport in Italia, che tanti bambini vogliano e possano sognare un giorno di vivere quello che abbiamo fatto noi”.
IL PROSSIMO IMPEGNO – Chiusa l’avventura olimpica, la Nazionale italiana si ritroverà ad aprile per preparare il Mondiale Top Division previsto in Svizzera. Ci saranno sette amichevoli, cinque delle quali in trasferta (Austria e due volte Francia e Gran Bretagna) prima della doppia sfida ai britannici a Varese il 10 e 12 maggio. Il giorno seguente partenza per la Svizzera, dove a Friborgo si giocherà il girone con gli azzurri impegnati tra il 16 e il 25 maggio contro, nell’ordine, Canada, Slovacchia, Norvegia, Repubblica Ceca, Svezia, Danimarca e Slovenia.











