Svizzera-Italia, il playoff che vale l’accesso ai quarti di finale. Le parole di Tragust, Morini e Segafredo: si gioca martedì alle 12.10 alla Milano Rho Ice Hockey Arena

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7301 giorni dopo è ancora Svizzera-Italia. Il 21 febbraio 2006 le due squadre si sono sfidate nell’ultima partita del Gruppo A alle Olimpiadi invernali di Torino 2006 (match finito 3-3), martedì 17 febbraio si ritroveranno di fronte a Milano Cortina 2026. Si gioca alle 12.10 alla Milano Rho Ice Hockey Arena e in palio c’è il passaggio ai quarti di finale, dove ad attendere spunta la Finlandia, per un match di playoff tutto da vivere in chiave azzurra.

Dopo le ottime partite disputate con Svezia e Slovacchia l’Italia ha subito una netta sconfitta dalla Finlandia, ma la formula delle Olimpiadi offre una possibilità secca in 60’ decisivi. Come sottolineato ormai da tempo da Jukka Jalonen, il grande obiettivo della Nazionale è vincere questa partita e fare la storia, arrivando per la prima volta ai quarti di finale al netto delle varie formule con cui si è disputato il torneo maschile a cinque cerchi.

LE PAROLE DELL’ASSISTENTE ALLENATORE THOMAS TRAGUST, GIOVANNI MORINI E ALESSANDRO SEGAFREDO

Da due stagioni il 39enne Thomas Tragust, ex portiere con un grande passato in azzurro (nel 2009 e nel 2011 è stato votato migliore nel suolo ruolo ai Mondiali) si occupa dei goalies della Nazionale. Tanto sin qui il lavoro fatto con Clara, Fadani e Vallini in una Olimpiade dove i “numeri uno” sono stati messi sotto grande pressione da Svezia, Slovacchia e Finlandia: “Sapevamo già prima del via che questi Giochi sarebbero stati una grande sfida per i nostri portieri visto il livello delle avversarie. Abbiamo parlato molto insieme perché serviva essere pronti oltre il cento per cento, e visti i risultati sin qui nelle prime partite hanno dimostrato di esserci. Clara ha fatto una prova ottima con la Svezia, Fadani ha replicato con la Slovacchia, poi con la Finlandia sapevamo che giocare la terza partita in quattro giorni a un ritmo al quale non siamo abituati sarebbe stato pericoloso. Ora comunque abbiamo recuperato e c’è fiducia verso questa partita di playoff con la Svizzera”.

Un altro degli aspetti di cui tenere conto nell’Olimpiade sono le differenti dimensioni della pista, più stretta di quattro metri rispetto a quelle su cui sono abituati a giocare i portieri italiani nei loro campionati: “La cosa più diversa rispetto al solito è quella degli angoli di tiro, ma su questo ci siamo preparati bene e alla fine rivedendo i gol subiti nessuno di questi è dovuto alla situazione delle dimensioni del ghiaccio”. Tutto questo con uno staff che: “Fa grande squadra. Per i giocatori è duro preparare quattro match in sei giorni ma anche disegnarle a livello tattico non è semplice. Insieme a Jalonen, De Bettin, Mair e Scandella comunque riusciamo a coprire tutti gli aspetti e siamo sulla medesima pagina, questo rende fattibile un lavoro altrimenti durissimo”.

Chi conosce molto bene tanti dei giocatori svizzeri è Giovanni Morini, attaccante 31enne che da quindici anni gioca a Lugano e ha esordito nel 2015/16 in prima squadra bianconera. Che tipo di partita aspettarsi? “Un altro match durissimo, loro sono una della squadre più forti al mondo e nonostante abbiano avuto qualche infortunio hanno enormi qualità. Serviranno altri 60’ di sacrificio da parte nostra, dobbiamo ritrovare l’intensità messa sul ghiaccio con Svezia e Slovacchia e poi potremo crearci le nostre possibilità”. Con la Finlandia l’energia era ridotta al lumicino, quali le sensazioni a poche ore dal match di playoff con la Svizzera? “Sono positivo su questo, aver avuto un giorno libero domenica e l’allenamento lunedì ci ha permesso di tornare in condizione. Questo ci deve bastare per giocare al massimo con una Svizzera che è scesa in pista anche domenica (vittoria 4-3 all’overtime con la Repubblica Ceca”.

Chiusura di Morini dedicata ai momenti più belli vissuti sin qui in questa Olimpiade Milano Cortina: “È stato per me un onore il fatto di poter sfidare squadre infarcite di campioni dell’NHL, o comunque una Slovacchia con tanti ottimi giocatori. Essere lì a competere con loro in ogni situazione di gioco penso sia una cosa che mi porterò dietro nel tempo e che diventerà utile a tutto il gruppo, soprattutto in chiave Mondiale Top Division”.

Anche Alessandro Segafredo, 21enne di Asiago, gioca da tanti anni in Svizzera dov’è cresciuto nel settore giovanile dello Zurigo. La sfida agli elvetici sarà particolare anche per lui: “Particolare ma anche bellissima, sono contento di poter sfidare una squadra della quale conosco diversi giocatori. La considero una situazione speciale per me che da tempo milito nel loro campionato. Sulla carta sono loro ad avere i favori del pronostico e un maggior talento, noi partiamo dal presupposto di dare il massimo in ogni cambio e poi vedremo che cosa succederà”.

L’AVVICINAMENTO E I NUMERI VERSO SVIZZERA-ITALIA

Lunedì all’ora di pranzo gli azzurri hanno sostenuto un allenamento dopo la giornata libera di domenica, un’ora molto intensa nella quale lo staff tecnico ha lavorato per trovare i giusti meccanismi tra le linee. 24 a disposizione i giocatori di coach Jukka Jalonen, che non può contare sul solo Diego Kostner, infortunatosi al pollice destro con la Finlandia e costretto a chiudere in anticipo il suo torneo.

Per quello che riguarda i numeri gli azzurri hanno chiuso la prima fase al 12° posto con 4 gol fatti (due con la Svezia e due con la Slovacchia) e 19 incassati. -15 come differenza reti, la stessa della Francia che però ha segnato una rete in più e dunque viene classificata 11a. I 4 gol azzurri sono arrivati su 59 tiri, e uno di questi è nato da una situazione di superiorità numerica (il momentaneo 1-2 di Bradley con la Slovacchia) nei sei power play avuti a disposizione. Per quello che riguarda i penalty killing sono stati nove quelli giocati dall’Italia con quattro segnature concesse. A livello di numeri individuali guida la classifica dei punti Gazley (3, 1+2) seguito da Bradley (2, 2+0), Pietroniro (2, 0+2) e Larkin (2, 0+2) mentre Frigo è a quota 1 (il gol d’apertura del match con la Svezia). Capitolo portieri, con Clara e Fadani che sin qui sono scesi sul ghiaccio alternandosi in tutte e tre le partite. Due partenze da titolare per il pusterese che viaggia con l’89.47% mentre il meneghino è all’87.50 %.

LA PRESENTAZIONE DELLA SVIZZERA

Gli elvetici partecipano ininterrottamente alle Olimpiadi invernali dall’edizione di Salt Lake City 2002 e fin qui in questo lasso di tempo il miglior risultato è stato il sesto posto di Torino 2006. I loro migliori risultati sono le due medaglie di bronzo vinte nel 1928 e nel 1948 quando per due volte i Giochi si svolsero a Sankt Moritz.

Classificata al quinto posto dopo la prima fase, la Svizzera ha raccolto 5 punti nel Gruppo A grazie al netto successo sulla Francia (4-0 con due gol nei 3’06” iniziali) e a quello all’overtime sulla Repubblica Ceca (4-3 con gol di Kukan al 61’49” al termine di una sfida estremamente tirata). In mezzo c’è stato il 5-1 incassato dal Canada, sin qui intrattabile per tutti a questa Olimpiade.

Capitolo numeri individuali iniziando dai portieri: in entrambi i successi elvetici titolare tra i pali era Genoni, MVP dell’ultimo Mondiale e sin qui capace di portarsi via un eccellente 94.92% di saves dato che lo pone come terzo migliore dei Giochi. Per quello riguarda i giocatori di movimento stecca bollente per Meier: l’ala dei New Jersey Devils guida la classifica dei punti a quota 4 (3+1) insieme a Moser (1+3). A 3 ci sono gli altri terzini Josi e Kukan (1+2 per entrambi) mentre ci sono due gol per Suter e due assist per Andrighetto.

Rispetto all’ultima volta che Svizzera e Italia si sono incontrate alle Olimpiadi, il già citato 3-3 (azzurri sotto 2-0 nel primo periodo poi capaci di ribaltare il punteggio grazie ai gol di Busillo, Trevisani e Iob quindi il pari al 56’38” di Ruthemann) la nazionale elvetica è cresciuta molto fino ad avere oggi 10 dei 25 giocatori presenti all’Olimpiade in NHL. Uno di questi, Fiala dei Los Angeles Kings, sarà indisponibile per un grave infortunio subito nel match con il Canada, presenti invece gli altri a partire da capitan Josi che milita nei Nashville Predators. Moser e Siegenthaler gli altri NHLers per quello che riguarda i terzini, davanti ci sarà la coppia dei New Jersey Devils Hischier e Meier, oltre a Kurashev, Niederraiter e Suter. Tolti gli NHLers tutti gli altri giocatori svizzeri arrivano dal massimo campionato nazionale, per una squadra che ha un età media di quasi 29.5 anni (di fatto uguale all’Italia) e 6.336 partite d’esperienza nel massimo campionato nordamericano e ben 872 a livello Mondiale Top Division.

DOVE SI VEDE SVIZZERA-ITALIA IN STREAMING E TELEVISIONE DALLE 12.10

La partita tra Svizzera e Italia, al pari di tutte le altre sfide delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, sarà trasmessa in diretta streaming sulla piattaforma HBO Max e sui canali di Discovery +. Ci sarà anche la possibilità di seguire la partita su Raisport (canale 58), che insieme a Rai 2 darà la maggiore copertura possibile di tutte le sfide che riguardano la Nazionale italiana femminile e la Nazionale italiana maschile.