Arriva il momento dell’Italia maschile: mercoledì alle 21.10 debutto con la Svezia. Capitan Larkin: “Sono quasi sette anni che ci prepariamo per questo momento”. De Bettin: “Giochiamo con cuore e passione italiani”
Giornata di preparazione finale quella di martedì 10 febbraio per l’Italia maschile, pronta a fare il suo debutto nel torneo delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Gli azzurri inizieranno a giocare mercoledì 11 febbraio alle 21.10 (Milano Santagiulia Ice Hockey Arena) con la Svezia, nel primo dei tre difficilissimi confronti in programma per il Gruppo B. Dopo quella con gli scandinavi, l’Italia è attesa dalle partite con Slovacchia e Finlandia (venerdì 13 e sabato 14 febbraio) quindi ci sarà con ogni probabilità il match del playoff (martedì 17 febbraio) valido per l’accesso ai quarti di finale. Sarà un percorso tanto complicato quanto affascinante, perché permetterà all’Italia di sfidare formazioni di alto livello nel palcoscenico più importante, quello olimpico, a 20 anni di distanza dall’ultima esperienza di Torino 2006. Martedì la squadra guidata da Jukka Jalonen si è allenata per un’ora sul ghiaccio della Milano Santagiulia Ice Hockey Arena, mercoledì mattina avrà il classico morning skate quindi sarà tempo di pensare alla Svezia.
LE PAROLE DEL CAPITANO THOMAS LARKIN E DELL’ASSISTANT COACH GIORGIO DE BETTIN
Il 35enne Thomas /Larkin, nato a Londra ma cresciuto a Varese prima di andare negli Stati Uniti e iniziare una lunga carriera internazionale, è da quattro stagioni il capitano dell’Italia. Lo rimarrà anche in questa Olimpiade Milano Cortina 2026, con l’obiettivo di usare al massimo la sua leadership per aiutare il gruppo dei compagni. Queste le sue parole riguardo il sempre più vicino match con la Svezia che aprirà i Giochi degli azzurri: “Sono quasi sette anni che aspettiamo questo momento, non vediamo l’ora. Siamo a Milano ormai da giovedì scorso, quindi c’è stato anche tempo di digerire le tante emozioni dei primi giorni, a partire da quelle provate alla Cerimonia d’Apertura a San Siro. A proposito di emozioni lo sarà anche debuttare con la Svezia, in casa nostra e con tanti tifosi sugli spalti pronti a sostenerci”. Sulla sfida con i formidabili scandinavi, un gruppo composto totalmente da campioni che giocano in NHL, Thomas Larkin aggiunge: “Loro sicuramente meritano di essere considerati come una delle squadre più forti al mondo, ci mancherebbe, ma noi dovremo essere bravi a non dargli troppo “rispetto”. Affrontiamoli senza paura, evitando di pensare al cognome che portano sulla maglia o al logo delle Tre Corone sul petto, pensiamo a noi. Pensiamo al fatto che stiamo giocando con loro, che fanno il nostro stesso sport e sono esseri umani. Possiamo provare a far vedere le nostre qualità sul palcoscenico più importante al mondo, cosa c’è di più bello?”.
In chiusura il leader degli azzurri parla dell’impresa della Nazionale italiana femminile, qualificatasi ai quarti di finale del torneo olimpico: “Sono e siamo estremamente contenti di quello che sono stati capaci di realizzare. È un punto d’orgoglio per noi e per tutto l’hockey italiano, e può spronare anche il nostro gruppo. Loro hanno avuto un’opportunità e l’hanno colta in maniera splendida, proviamo a farlo anche noi”.
Tra i punti fermi dello staff tecnico azzurro c’è Giorgio De Bettin, 53enne cadorino che dopo una grande carriera da giocatore ha iniziato il suo percorso con la Nazionale italiana maschile nel 2017. Per lui come per il resto dei tecnici della Nazionale c’è tantissimo lavoro da fare per preparare un’Olimpiade sicuramente molto difficile, ma al contempo per valutare il rendimento degli azzurri a partire dal 3 febbraio, quando a Bolzano è iniziato il raduno pre-olimpico. “Siamo arrivati qui con un importante carico di fiducia lasciato dalla partita con la Germania, dove abbiamo trovato buone risposte tolti i primi 10’ in cui i ragazzi sono stati troppo timidi. Credo che quella partita abbia lasciato consapevolezza sulle potenzialità di questo gruppo e di quello che può fare”. Dopo quasi una settimana a Milano cos’ha visto Giorgio De Bettin in questa Nazionale? “Chiaramente i primi giorni la squadra è stata in una lavatrice di emozioni e sensazioni, tra Villaggio Olimpico, Cerimonia e contesto. Col passare del tempo la qualità degli allenamenti è sempre cresciuta, così come l’applicazione e l’intensità, c’è fiducia nel fatto di farsi trovare pronti al momento del primo ingaggio”.
Un primo ingaggio che darà via alla sfida, complicatissima, con la Svezia: “Il loro valore è innegabile – continua De Bettin – L’importante è essere consapevoli dei propri mezzi, seguire il piano di gioco e giocare da squadra. Tutti dovranno lottare e dare il massimo su ogni disco, con positività e abnegazione. Con lo staff vogliamo vedere un’Italia che giochi con cuore e passione tipicamente nostre, e sono sicuro che se questo accadrà anche il pubblico avrà modo di apprezzarci”. Questo in una stagione che per gli azzurri è estremamente intensa e prevederà a maggio anche il ritorno al Mondiale Top Division. Quando può essere utile questa esperienza per Giorgio De Bettin? “Molto, questo evento importantissimo deve far crescere il livello generale del gruppo. Sono convinto che l’opportunità che abbiamo davanti può darci molto a livello di esperienza e consapevolezza, perché non capita praticamente quasi mai di poter restare insieme così tanto tempo a febbraio, quando in un anno normale si fanno tre allenamenti e tre partite contro le stesse avversarie. Massimo rispetto per loro, ma il fatto di poter affrontare ora i giocatori più forti del mondo credo che possa darci un’opportunità importante in vista poi di maggio oltre a tanta motivazione per continuare al meglio”.
IL PERCORSO DEGLI AZZURRI
In questa stagione l’Italia maschile è scesa sul ghiaccio in due gironi della European Cup of Nations tra novembre e dicembre quindi ha sfidato la Germania sei giorni fa, nell’unica amichevole pre-olimpica. A Sosnowiec e Budapest a fine 2025 gli azzurri, che hanno sfidato formazioni diverse per talento e curriculum rispetto a quelle dei Giochi, hanno fatto vedere un sistema di gioco che ha quasi sempre loro permesso di creare tanto a livello offensivo. La base quindi c’è, ed è la stessa che ha permesso di “spaventare” la Germania a Bolzano lo scorso 4 febbraio. Sotto 0-3 a inizio del periodo centrale, Thomas Larkin e compagni sono riusciti a cambiare marcia cedendo 3-4 al 60’ ma dopo essersi resi pericolosi a ripetizione con un avversario importante. Non è stato semplice per lo staff tecnico selezionare i 25 convocati per quest’avventura di Milano Cortina 2026 ma il gruppo ora c’è, e vuole lottare dal primo all’ultimo secondo per dimostrare prima di tutto l’attaccamento alla maglia.
LA PRESENTAZIONE DELLA SVEZIA
Difficile non inserire la Svezia tra le possibili candidate alla medaglia d’oro delle Olimpiadi, visto l’incredibile livello di talento su cui gli scandinavi possono contare. Tutti i 25 convocati arrivano dall’NHL in cui rivestono anche ruoli da primattori, quindi i gialloblu possono guardare negli occhi le altre big Canada, Stati Uniti e Finlandia. Questo grazie a un roster senza punti deboli, a partire dal reparto dei portieri dove Filip Gustavsson, Jacob Markstrom e Jesper Wallstedt hanno qualità assolute. Il primo sembra essere favorito per il ruolo di starting goalie, mentre lo starting six potrebbe avere come terzini Victor Hedman e Rasmus Dahlin, colonne di Tampa Bay e Buffalo. Sublimi a livello di talento e solidità anche gli altri terzini come Forsling, Karlsson, Ekman-Larsson e Andersson.
Davanti ci sarà poi l’imbarazzo della scelta, pur nonostante l’assenza della giovane star Carlsson out per infortunio. Jesper Bratt, Mika Zibanejad e William Nylander potrebbero giocare insieme in prima linea offensiva come già fatto allo scorso Quattro Nazioni, torneo nel quale Filip Forsberg, Elias Pettersson e Lucas Raymond componevano invece il secondo blocco che con ogni probabilità si rivedrà anche mercoledì sera.
Sam Hallam, 46enne, avrà l’imbarazzo della scelta nella creazione del lineup in quella che sarà la sua prima Olimpiade da capo allenatore della formazione scandinava. Obiettivo replicare quanto fatto in Italia 20 anni fa, quando la Svezia arrivò a vincere la medaglia d’oro dopo la vittoria per 3-2 in finale sulla Finlandia.
DOVE SI VEDE SVEZIA-ITALIA IN STREAMING E TELEVISIONE DALLE 21.10
La partita tra Svezia e Italia, al pari di tutte le altre sfide delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, sarà trasmessa in diretta streaming sulla piattaforma HBO Max e sui canali di Discovery +. Ci sarà anche la possibilità di seguire la partita sui canali Rai (Rai 2 o Raisport), con l’emittente di stato che darà la maggiore copertura possibile di tutte le sfide che riguardano la Nazionale italiana femminile e la Nazionale italiana maschile.











