La Nazionale italiana maschile prosegue l’avvicinamento alla Svezia. Gianluca Vallini: “Importante adattarsi alla pista piccola. Con la Germania fatto vedere di poter giocare un buon hockey”
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Prosegue in maniera serrata l’avvicinamento della Nazionale italiana maschile alla sfida con la Svezia, che mercoledì alle 21.10 aprirà il torneo olimpico di Milano Cortina 2026 per il gruppo guidato da Jukka Jalonen. Anche domenica i 25 convocati per i Giochi si sono allenati sul ghiaccio della Milano Santagiulia Ice Hockey Arena, con un’intensa sessione di un’ora e mezza utile per cercare di aumentare livello tecnico e condizione della squadra.
FORMAT E CALENDARIO DEL TORNEO MASCHILE DI HOCKEY ALLE OLIMPIADI MILANO CORTINA 2026
LE PAROLE DI GIANLUCA VALLINI: “L’ADATTAMENTO PROSEGUE BENE. MI PIACE IL GHIACCIO DELL’ARENA SANTAGIULIA, UN PO’ ALLA VOLTA STIAMO CRESCENDO”
Fra i tre portieri convocati c’è Gianluca Vallini, 32enne bolzanino e che gioca nel Bolzano pronto come tutti i compagni al debutto alle Olimpiadi. Un debutto che sarebbe da giocatore il suo, perché già un anno e mezzo fa era stato presente alle Olimpiadi estive di Parigi 2024 dove giocava la moglie, la pongista Debora Vivarelli. “Non ero stato alla cerimonia di apertura nel 2024 – spiega Vallini – ma da spettatore alle gare. Venerdì sera a San Siro ho vissuto emozioni indescrivibili, anche perché comunque eravamo nello stadio del Milan che tifo da sempre. Lo show è stato pazzesco, e come Nazione di casa abbiamo davvero sentito l’affetto e il calore del pubblico”. Gli allenamenti continuano senza sosta da sabato, il debutto con la Svezia si avvicina, queste le sensazioni di Gianluca Vallini: “Piano piano ci stiamo abituando sempre di più al ghiaccio nuovo e alle dimensioni della pista, diverse da quella su cui giochiamo normalmente. Ci vorrà ancora un attimo di assestamento ma vedo che in allenamento stiamo facendo buone cose, per ora va bene così. Questo anche per quello che riguarda la qualità del ghiaccio, della quale si era parlato molto: secondo me è ottimo”.
Probabilmente mai come in questa Olimpiade il rendimento dei goalies per gli azzurri sarà fondamentale, vista la qualità degli avversari nel girone che si chiamano Svezia, Slovacchia e Finlandia: “Io, Damian Clara e Davide Fadani ci stiamo focalizzando prima di tutto sulle dimensioni della pista, perché cambiano molto gli angoli rispetto al modo in cui siamo abituati. Abbiamo fatto una serie di meeting con Thomas Tragust (assistente allenatore per i portieri ndr) per cercare di correggere tutte quelle situazioni che potrebbero aiutarci a giocare a questi livelli. Ci aspettiamo una partita molto veloce e con poco respiro, serve adattarsi per quanto possibile. Questo chiaramente per quello che riguarda la parte di tecnica e tattica, poi ognuno a livello mentale la vive a modo suo. Personalmente sarà la mia prima Olimpiade da giocatore, so che sarà dura controllare le emozioni”.
A proposito di quest’ultimo aspetto, quello del debutto olimpico di tutta la squadra e dell’inevitabile condizionamento che ci sarà a livello di pressione Vallini dice: “Probabilmente la prima partita sarà la più difficile, si voglia per gli avversari ma anche per il contesto. Servirà rimanere con i piedi sul ghiaccio il più possibile, poi mi aspetto che una volta aumentata la confidenza tutto possa andare meglio”. Esattamente quello che è capitato mercoledì a Bolzano con la Germania, con gli azzurri che da sotto 0-3 hanno sfiorato la rimonta cedendo 3-4 al 60’: “I primi minuti sono stati tropo timidi, poi col passare della partita abbiamo fatto vedere di potercela giocare anche con squadre di quel livello. Dobbiamo essere prima di tutto consapevoli delle nostre qualità, quelle che ci possono permettere di giocare un buonissimo hockey a viso aperto”. Come praticamente tutti i compagni, Vallini a partire da mercoledì avrà tifosi speciali sulle tribune: “Con la Svezia verrà la mia famiglia, poi mi raggiungerà anche mia moglie Debora. Proviamo a rendere ancora più speciale queste Olimpiadi”.











